Discriminazione positiva

Nel suo intervento al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Mara Parellada ha presentato il programma di assistenza sanitaria che è stato allestito per la popolazione affetta da sindrome del disturbo autistico nella città di Madrid.  La Parellada ha affermato (e come non essere d’accordo con lei, dopo aver sperimentato i problemi che una semplice visita dentistica pone per i soggetti autistici e le loro famiglie) che le persone con autismo richiedono una gestione sanitaria preferenziale e specifica. Occorrono corsie preferenziali, il personale medico degli ospedali deve essere formato, in modo che si possano porre in atto le strategie adeguate a persone che soffrono di qualsiasi modifica della routine, non sono in grado di comprendere il significato di un intervento chirurgico, non possono attendere ore in anticamera, ecc. ecc. Quella che lei, con una espressione che mi piace molto, ha definito DISCRIMINAZIONE POSITIVA.

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