Documento del Comitato Nazionale per la Bioetica

07/08/2013

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Il Documento del Comitato Nazionale per la Bioetica che è appena uscito, intitolato Disabilità mentale nell’età evolutiva: il caso dell’autismo, è ricco e interessante, e solleva molte questioni. Fin dal titolo, che sembra ancora una volta limitare il fenomeno dell’autismo all’età evolutiva. Su questo testo ci sarà da ragionare a lungo. Intanto una citazione:

«I problemi bioetici che riguardano la condotta di chi opera nell’ambito della cura delle persone con autismo si porranno in modo diverso a seconda dell’entità del disturbo, della presenza o meno del ritardo mentale e della sua misura, della compresenza di altre patologie. Un esempio evidente è il modo differente in cui si configurerà il consenso informato a seconda dell’età e della capacità di intendere e di volere. D’altra parte,se allo stato attuale non c‟è un farmaco che “curi” l‟autismo, vi sono tuttavia dei farmaci che permettono con la loro azione una modifica di comportamenti a rischio-o di disturbo-per il soggetto e per chi gli sta accanto. Ciò pone il problema della valutazione di quanto e come tali farmaci siano da usare “per il bene del paziente”, valutando costi e benefici per lui, e tenendo presenti anche le sofferenze e i benefici di chi se ne prende cura quotidianamente. In ultimo, l’incertezza su quale sia il trattamento più efficace, capace di portare non alla guarigione, ma ad un miglioramento della sindrome, rende difficile realizzare il diritto della persona con autismo o, per lui, dei suoi genitori, ad essere informati sulle diverse opzioni e di scegliere liberamente e consapevolmente.»
Documento del CNB, p. 41


Agevolazioni per l’acquisto di veicoli

11/12/2012

La scuola non può tagliare il sostegno

24/04/2012

JUS ABILI

In un momento in cui il futuro delle persone disabili appare tutt’altro che promettente a causa della scure che pende sul welfare, è bene ricordarsi sempre dei diritti sanciti dalle leggi. Finché queste leggi avranno vigore dovranno essere rispettate, e i cittadini con handicap e i loro familiari debbono ricorrere ad esse. Soprusi di ogni genere avvengono anche in ambito scolastico, dove il diritto proclamato dall’Ordinamento ad una inclusione serena e proficua viene spesso vanificato. Le amministrazioni scolastiche molte volte sono negligenti, ma quasi sempre si nascondono dietro mancanza di risorse  e tagli che piovono dall’alto. Le famiglie dei ragazzi disabili debbono però sapere che non mancano gli strumenti per difendere il diritto essenziale dei loro figli.
Una sentenza molto importante è stata emessa il 10 gennaio 2011, quando il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso proposto dalla LEDHA ( Lega per i diritti delle persone con disabilità) e da un gruppo di genitori contro i tagli al sostegno scolastico degli alunni disabili. Il Tribunale stesso, infatti, ha dichiarato che ridurre le ore di sostegno assegnate l’anno precedente, senza una motivazione di carattere pedagogico, ma solo per ragioni di risparmio, è discriminazione verso gli alunni con disabilità. Ha anzi precisato che non vi sarebbe stata discriminazione se fossero state ridotte le ore di scuola a tutti gli alunni della classe. Avere invece ridotto solo quelle di sostegno agli alunni con disabilità li pone in condizione di disuguaglianza nei confronti dei compagni.
L’esistenza di un diritto soggettivo “incomprimibile” del disabile a un adeguato sostegno scolastico era già stata affermata in varie pronunce di TAR e anche dalla Corte Costituzionale nella sentenza 80/2010, ma la decisione del Tribunale di Milano è di particolare rilievo perchè è la prima che ha fatto utilizzo, per questa materia, della speciale procedura della “azione civile contro la discriminazione” introdotta dapprima dal D.Lgs. 216/2003 per la discriminazione del disabile in ambiente di lavoro e estesa poi dalla L. 67/2006 a tutti gli ambiti della vita sociale e dunque anche alla scuola.

Anche sulla base della convenzione ONU 13.12.2006 recepita con L. 18/2009 il divieto di discriminazione comporta non solo il riconoscimento di una astratta “parità”, ma anche l’obbligo per la pubblica amministrazione di porre il disabile in condizioni tali da poter effettivamente esercitare i diritti fondamentali, tra i quali appunto il diritto all’istruzione.
La decisione ha quindi un rilievo generale, utilizzabile anche da chi non era direttamente parte nel giudizio. [Ripreso da Jusabili, dove si può leggere la Sentenza]


Contro i tagli ingiusti

02/09/2011

Carisimi amici,

Questo è un appello della FISH (Federazione Italiana Superamento handicap) e di tutte le sue associazioni affiliate  ad aderire alla manifestazione telematica indetta dalla federazione Italiana Superamento handicap a difesa dei diritti delle persone con disabilità, gravemente minacciati dalla Manovra Finanziaria in corso di discussione.

Se condividete la nostra preoccupazione sul futuro dei nostri cari con disabilità e credete nel loro valore umano e nel loro diritto a pari opportunità, vi preghiamo di partecipare urgentemente e massicciamente alla  campagna  “Fermiamoli con una firma!”.

Partecipare à facile: 
Alla pagina http://www.fishonlus.it/fermiamoli/ abbiamo attivato un semplice modulo che consente a chiunque di inviare una lettera tipo di protesta al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’economia e a quello del Lavoro e delle politiche sociali, oltre ad altri referenti politici in particolare del Senato. Obiettivo: riempire le caselle di posta elettronica con i nostri messaggi.
 
È sufficiente inserire il proprio nome e cognome in calce alla lettere allegata, aggiungere il proprio indirizzo di posta elettronica e premere invio.
 
Vi chiediamo:
1)   di firmare il prima possibile
2)   di diffondere l’iniziativa presso tutti i vostri contatti invitandoli a firmare
 
Gli indirizzi e i dati personali non verranno conservati.

Manovra e disabili

17/07/2011

 HandyLex.org - Persone con disabilità e diritti

Il futuro delle famiglie con disabili di fronte alla crisi del welfare e al dileguarsi dello Stato assistenziale? Nero.

 I mercati finanziari premiano gli Stati che tagliano i servizi e privatizzano. Il divario tra classi abbienti e non abbienti sta aumentando velocemente, col ceto medio sempre più impoverito e il reddito fisso bastonato in tutti i modi. La classe politica italiana è inadeguata e del tutto presa dall’interesse particolare suo e dei suoi amici più potenti. L’etica è un vuoto nome. Di conseguenza, dei cittadini più deboli nessuno prende seriamente le difese: non hanno quasi voce. Nei prossimi anni, con economia stagnante, pressione dei mercati, crisi generalizzata del sistema capitalistico mondiale che imporrà sempre nuove misure draconiane sulle classi meno protette, incapacità di vincere la resistenza delle corporazioni, da cui la politica recluta quasi tutti i suoi uomini, la posizione dei disabili, e in particolar modo delle persone con autismo, sarà tragica.

Su Handylex un’analisi di Carlo Giacobini sulle conseguenze che la manovra del governo Berlusconi avrà sui disabili e le loro famiglie.

 

 

 

 

 

 


Per i diritti

10/06/2011

Da due anni radicali e indiscriminati tagli alle politiche sociali hanno spinto verso un’ulteriore emarginazione un numero sempre maggiore di persone anziane o con disabilità.

La cancellazione progressiva del Fondo per le politiche sociali e di quello per la non autosufficienza farà perdere, dal 2012, ogni assistenza al 20% delle persone disabili al Nord, al 30% al Centro e al 50% al Sud.

Uno scenario drammatico che penalizza le famiglie, sovraccaricandole e impoverendole ulteriormente.

Una prospettiva ancora più cupa visti anche i tagli alle politiche per il lavoro dei disabili e le sempre più risicate risorse per la scuola.

A questo si aggiunga un’implacabile, quanto inefficace e costosa, crociata contro le presunte “false invalidità” che maschera in modo malcelato la volontà di tagliare le pensioni ai veri invalidi, a chi davvero ha vitale necessità di quei 250 euro mensili. Quotidianamente si assiste a revoche indiscriminate di pensioni e indennità a persone gravemente disabili.

L’Italia spendeva già poco per il sociale: in rapporto al PIL stanziava meno della Polonia; era al passo con la Bulgaria. Ora, spende ancora di meno: smantellando un sistema pur minimo di protezione, gli effetti si sentiranno sull’emarginazione, sull’impoverimento, sul rischio di istituzionalizzazione.

Risorse e politiche per i diritti civili e sociali! È questa la netta e forte istanza che proviene, in modo compatto, dalle organizzazioni delle persone con disabilità.

Pertanto la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e la FISH parteciperanno attivamente alla manifestazione nazionale indetta a Roma il 23 giugno prossimo dal Forum del Terzo Settore e dalle Associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce”.

Si consiglia la lettura del documento congiunto FISH – FAND scaricabile al seguente indirizzo: http://www.fishonlus.it/2011/06/07/disabili-il-taglio-dei-diritti/


Privatizzazione del sostegno?

01/06/2011

Il DISEGNO DI LEGGE di Bevilacqua e Gentile è questo:

ART. 1.
1. I dirigenti degli istituti scolastici e delle scuole di ogni ordine e grado sono autorizzati a definire progetti, con la collaborazione di privati, per il sostegno di alunni con disabilità, anche ai fini dell’elaborazione e dell’attuazione dei Piani educativi individualizzati di cui all’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 6 aprile 1994, nonché delle misure educative e didattiche di supporto di cui all’articolo 5 della legge 8 ottobre 2010, n. 170, ivi inclusa la stipula di apposite polizze assicurative a carico dei soggetti privati per la copertura dei rischi correlati all’impiego di personale o di consulenti privati esterni alla scuola.
2. L’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Penso che il disegno di legge possa presentare degli aspetti interessanti, e non vada rigettato per principio, come mi sembra stia avvenendo da parte di molti. In ogni caso, va discusso senza pregiudiziali ideologiche, e con molto realismo.