Staminali

Nel gigantesco mercato delle illusioni che gravita intorno all’autismo, oggi un ruolo importante è giocato dalla fede nelle staminali. Autismo Treviso fa sempre riferimento al metodo scientifico, e ritiene evidente il fatto che le cellule staminali non curano l’autismo. Riportiamo lo schema illuminante di Paolo Bianco e Michele De Luca, pubblicato nel supplemento culturale del Sole 24 Ore del 9 settembre 209.

Realtà, possibilità, impossibilità

Che cosa è realmente possibile fare, in clinica, con le cellule staminali? Che cosa è invece improbabile o semplicemente impossibile? Di che cosa, infine, medici e pazienti devono diffidare?

Si fa già:

  • Trapianto di cellule staminali ematopoietiche per la rigenerazione del sangue. Sperimentato per la prima volta nel 1957. In uso routinario in ematologia. La correzione di difetti genetici in cellule staminali è la nuova frontiera, in studi clinici pilota.
  • Rigenerazione della pelle mediante cellule staminali epidermiche. Terapia salva-vita nelle grandi ustioni. Sperimentata per la prima volta nel 1984. In uso routinario. La correzione di difetti genetici in cellule staminali epidermiche di pazienti affetti da malattie genetiche della pelle è la nuova frontiera, in studi clinici pilota.
  • Rigenerazione della cornea mediante cellule staminali limbari. Terapia che consente il recupero della capacità visiva in pazienti con gravi ustioni della superficie oculare. Sperimentata per la prima volta nel 1997. In uso routinario in oftalmologia.

È verosimile che si possa fare in un prossimo futuro:

  • Rigenerazione di cartilagine e osso mediante cellule staminali scheletriche (cosiddette mesenchimali). In sperimentazione clinica avanzata in molti centri nel mondo.
  • Rigenerazione di altri epiteli di rivestimento (congiuntiva, uretra, mucosa orale, vie respiratorie) mediante cellule staminali epiteliali. Sperimentazione clinica imminente.

È possibile, ma non certo, che si possa fare, e solo in futuro:

  • La rigenerazione di diversi tessuti mediante cellule staminali pluripotenti (embrionali e iPS). Questi studi sono ancora in fase di ricerca di base o preclinica e richiedono chiare dimostrazioni di (1) assenza di tumoregenicità e tossicità, (2) appropriata generazione del tessuto che si vuole ricostruire, (3) fattibilità clinico-chirurgica.
  • La ricostruzione di tessuti (ad esempio la retina, il pancreas, il muscolo o il miocardio) o il trattamento di patologie degenerative (ad esempio il morbo di Parkinson, l’Alzheimer o la sclerosi laterale amiotrofica) mediante l’uso di cellule staminali adulte tessuto specifiche, o mediante cellule in laboratorio. È necessaria una rigorosa (e lunga) ricerca di base e una altrettanto rigorosa ricerca pre-clinica prima di tradurre questi studi  in sperimentazione clinica. Si deve dimostrare in molti casi la natura e la funzione delle cellule  «staminali» presunte (ad esempio: fegato, pancreas).

È impossibile:

  • Rigenerare un tessuto con cellule staminali «adulte» (tessuto-specifiche) derivate da tessuti diversi da quelli che si vuole rigenerare. Esempio: generazione di tessuto nervoso, muscolare, cardiaco, osseo, epiteliale mediante cellule isolate, ad esempio, dal midollo osseo o dal tessuto adiposo.
  • Curare malattie gravi e spesso letali, degenerative o di altra natura, mediate cellule staminali mesenchimali (scheletriche) impiegate non per rigenerare un tessuto, ma per sfruttare presunti effetti «trofici» o «antiinfiammatori». Esempio: atrofia muscolare spinale, Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, autismo, danno alveolare diffuso, infezioni disseminate…
  • Trapiantare per via sistemica (attraverso infusione nel sangue) cellule staminali diverse dalle cellule staminali ematopoietiche (esempio: cellule mesenchimali midollari, epiteliali). Non si deve proporre ai pazienti nessuna terapia con cellule staminali al di fuori delle regole stabilite dalle autorità regolatorie (Fda, Ema, Iss, Aifa).

4 risposte a Staminali

  1. Pamela scrive:

    Certo che le cellule staminali non curano l’autismo! Ancora una volta, è importante fare chiarezza e spiegare come stanno le cose in modo oggettivo e senza mistificazioni. Sono più di ottanta le patologie per le cellule staminali vengono ritenute un trattamento idoneo dal Ministero della salute, l’autismo non è tra queste patologie. L’elenco delle patologie e altri riferimenti di legge sono ben riportati qui: http://www.cellulestaminalicordoneombelicale.it Sono in corso degli studi per verificare se è possibile impiegare le cellule staminali del cordone ombelicale nel trattamento dell’autismo (alcune info in questo articolo: http://www.cellulestaminalicordoneombelicale.it/ricerca-scientifica-e-staminali/cellule-staminali-cordone-ombelicale-si-testa-una-terapia-per-lautismo/ ). Si tratta, però, di studi e trial clinici ancora in corso e dunque non c’è alcuna certezza in merito ai risultati. Non c’è nulla di complicato, basta essere chiari!🙂

  2. Fabio Brotto scrive:

    Infatti, lo schema di Bianco e De Luca è chiarissimo: non esistono cure dell’autismo mediante cellule staminali. Quelle che oggi venissero propagandate come tali dovrebbero essere dichiarate opera di ciarlataneria.

  3. checca scrive:

    Vorrei conoscere a che punto è lo studio delle staminali per la rigenerazione della congiuntiva, e, se potrà esser eventualmente utile per le blefarocongiuntiviti

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