La scienza smentisce i Martin Egge

Continuare a rifiutare l’idea che l’autismo sia una disabilità, e ostinarsi a pensarlo come una psicosi, come fanno i lacaniani comunque camuffati, a questo punto non è più solo un errore, ma una vera forma di follia. Con sempre maggior forza, di contro, le analisi delle ricerche scientifiche in corso evidenziano come sia necessario un intervento precoce e massiccio di natura cognitivo-comportamentale. ABA e affini, come noi chiediamo da 10 anni.

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18 Responses to La scienza smentisce i Martin Egge

  1. Marco ha detto:

    VOI LO CHIEDETE DA 10 ANNI ?

    MA SE LO AVETE SEMPRE OSTEGGIATO L’ABA.

    • Fabio Brotto ha detto:

      Mi conosce, Marco? Che ne sa di quello che io ho pensato e fatto in questi anni? Qui a Treviso, fin da quando sono stato nominato presidente di ANGSA Treviso, cioè dal 2002, e ora con Autismo Treviso, chiedo all’ULSS che ci siano diagnosi precoci e intervento cognitivo-comportamentale immediato. Anzi, nel post giustamente ho usato il plurale, perché non sono certo stato il solo. Alcuni passi importanti sono stati fatti, anche se molto resta da fare. Osteggiato ABA… Ma che significa questo? Magari ci fosse stato ABA qui a disposizione per mio figlio, quando gli è stata fatta la diagnosi! Certo, anche ABA va fatto con una guida competente, questo è sicuro. E ogni trattamento, in ogni caso, deve essere sottoposto ad analisi critica. Per finire, io sono in Autismo Italia da poco più di un anno, e non rispondo di tutte le sue scelte passate, e nemmeno di quelle di ANGSA nazionale. Sono convinto, tuttavia, che senza queste due associazioni oggi non avremmo nemmeno le linee della SINPIA. Perdere tempo ad attaccarle serve solo a disunire il fronte delle famiglie, già frastornate da DAN! e altre corbellerie.

  2. Marco ha detto:

    Ho letto troppo spesso nel bollettino dell’Angsa degli anni passati ,articoli a favore del Teacch e contrari all’aba, al massimo lo stesso Hanau parlava di inglobare l’aba nel teacch.
    Insomma rifiutava l’aba , ma se proprio lo si deve usare prima è da conformare alla realtà italiana.
    Insomma un modo elegante per tenere le persone lontane dall’ABA.
    Spesso ho anche letto che fare ABA era roba da DAN, insomma fino ad oggi non mi sembra si possa dire che l’Angsa ha lottato per l’aba.
    Ha lottato per il teacch, il Denver Model della famiglia Vivanti, ma non certo per l’aba.
    Spero che le cose cambino.

    • Fabio Brotto ha detto:

      Mi pare di ricordare che Hanau sostenesse che non vi è contraddizione tra TEACCH e ABA, essendo sempre entrambi entro l’ambito del comportamentismo,e, in verità, mi sembra che si tratti di una posizione che ha una sua razionalità, e sulla quale si può discutere. Io sono per un approccio scientifico, quindi per procedere con sperimentazione e valutazione dei risultati, per ipotesi e verifiche, sapendo che non esistono verità rivelate in questo campo. Anche il comportamentismo si è molto evoluto in questi anni, e si evolverà ancora, per cui l’atteggiamento da talebani, che vedo in molti, mi sembra fuori luogo. Io voglio discussione scientifica, non attacchi personali. Quanto al Denver Model, lo si discuta, ma senza insinuazioni (la “famiglia Vivanti”, quasi ci fosse la mafia) o logiche da teoria del complotto.

  3. Marco ha detto:

    Mi spiace se sembro offensivo, il fatto è che spesso sono stato attaccato da soci dell’ANGSA per difendere l’ABA.
    Voler inserire l’aba in un modello teacch, mi sa di voler snaturare un modello che di per se , ha bisogno di regole per funzionare.
    Non so perché ogni volta si citi la teoria del profitto si tenda a confonderla con quella del complotto.
    Comunque la mia non era una mera insinuazione, ma un dato di fatto , poi forse è lei che ci vede un conflitto di interessi che io non ho denunciato.

    • Fabio Brotto ha detto:

      Sinceramente, gli scontri con l’ANGSA cui Lei si riferisce non mi riguardano, e non mi possono influenzare. Sul rapporto tra ABA e TEACCH si può discutere con tranquillità e razionalità. Sui Vivanti posso aggiungere che li stimo molto, ma che in ogni occasione penso con la mia testa. E io penso che metodi come ABA siano importantissimi, e debbano però essere collocati all’interno di un progetto di vita a lungo termine. E qui c’è il deserto, di idee e di mezzi.

  4. Marco ha detto:

    Quello che non capisco, non essendo un conoscitore delle problematiche interne all’Angsa od autismo italia è perché si sia sempre fatto poco per promuovere l’aba in Italia, mentre si sia fatto molto di più per metodi che non hanno gli stessi risultati scientifici quali il Teacch ed il Denver Model.
    Spesso si è lavorato e si lavora di più per quelle terapie occupazionali che sono benedette per gli adulti, ma che per i bambini possono aspettare per dar loro modo di tirare fuori tutte le potenzialità.
    Mi auguro che finalmente le associazioni nazionali facciano qualcosa per spingere l’aba anche nel SSN.
    Sono stanco e deluso nel vedere il SSN che continua ad erogare terapie poco utili quali la psicomotricità.
    Oppure l’AERC di Zappella , che è un insulto per i genitori. Ed ancora vedere ospedali ed università, considerate all’avanguardia,erogare il DIR, che mi sembra essere una rivisitazione psicodinamica del Teacch.

    • Gianni Papa ha detto:

      A proposito di Zappella, è un neuropsichiatra che ha molte colpe (una delle quali è gravissima: fa diagnosi di “sindrome dismaturativa a prognosi benigna” a bambini autistici, dando false speranze alle famiglie). E’ anche il neuropsichiatra di famiglia di Donata Vivanti ed è molto pubblicizzato da Autismo Italia (del cui comitato scientifico fa parte).
      Questo (quello di avere Zappella in un “comitato scientifico” è un errore madornale che l’ANGSA non fa). Autismo Italia sì.

      • Fabio Brotto ha detto:

        Caro Papa, pubblicherò solo questo tuo commento, che presenta la solita natura distruttiva e rabbiosa di tutti i tuoi commenti. Visto che mi hai letteralmente spernacchiato nel tuo blog, non dovrei darti voce, e dovrei soltanto mandarti a quel paese. Invece pubblico questo (risparmiati di scrivermi ancora, perché di te non voglio sapere più nulla), per avere un ultimo ricordino. Adieu, Papa, goditela con Paperinik & soci. Guarda che la misera astuzia di usare sempre nuovi indirizzi mail, che forse hai mutuato dal tuo amico in maschera, non funziona poi tanto.

  5. Marco ha detto:

    Non mi piace il tono polemico di questo signor Papa (sempre che sia il suo vero nome), però certo se lei signor Brotto, mi conferma che Autismo Italia ha nel suo comitato scientifico Zappella, deve anche convenire che la posizione della vostra associazione è ambigua sull’aba.
    Non si può sostenere di promuovere l’Aba ed affidarsi ad uno psicodinamico quale Zappella.

    • Fabio Brotto ha detto:

      La mia associazione, della quale rispondo, è Autismo Treviso onlus. Autismo Italia è una federazione di associazioni affiliate, e noi siamo affiliati ad Autismo Italia, della quale io vedo certamente più i meriti che le eventuali pecche. La figura di Zappella è senz’altro complessa, e io non sono un suo difensore, e tuttavia sono abbonato alla sua rivista “Autismo e disturbi dello sviluppo”, della quale certo non si può dire che sia psicodinamica. In ogni caso, non sono disponibile a lasciare qui spazio ad una polemica contro Autismo Italia.

  6. Marco ha detto:

    Parliamo allora di Zappella…
    questo è ciò che si trova sulla rete :

    ” A.E.R.C.( Attivazione emotiva e reciprocità corporea)
    L’A.E.R.C. è un trattamento-protocollo educativo ideato da Michele Zappella, psichiatra, da anni studioso dell’autismo. Zappella, ispirandosi all’holding ( abbraccio ) di derivazione americana ha tratto ispirazione per un approccio educativo che fa dell’area emotiva il canale preferenziale per l’avvio di un percorso di educazione del bambino autistico alla vita sociale ed emotiva.
    L’attivazione emotiva infatti consentirebbe la diminuzione delle condotte autistiche, a loro volta responsabili di ritardi evolutivi nelle varie aree e quindi consentirebbe al bambino di riprendere la propria crescita dove era stata interrotta dal disturbo.

    Studi di Zappella hanno evidenziato una correlazione tra la sindrome autistica e le famiglie con disturbi d’ansia e con sindrome di Gilles de la Tourette. La correlazione versa a favore di una lettura della sindrome come di una psicosi non grave e quindi risolvibile.Numerose le correlazioni con disturbi organici.
    Approfondimenti: http://www.ao-siena.toscana.it/materno/neuro_infantile.htm

    COME SI PUO’ DEFINIRE L’AERC , SE NON PSICODINAMICA?
    Mi faccia capire, non voglio far polemica gratuita, ma proprio non ci arrivo….
    Senza contare che molto spesso Zappella fa diagnosi di sindrome dismaturativa con prognosi benigna (Non esiste in nessun manuale diagnostico)

    Provi a leggere qui http://www.aipsimed.org/node/3119

    Non cerchiamo di portare il tutto ad una sterile polemica fra metodi o fra associazioni, ma proviamo a discutere in concreto sui fatti……

    • Fabio Brotto ha detto:

      Veramente io non sono affatto interessato ad una discussione su Zappella. I miei autori sono altri. Anche nella rivista di Zappella non leggo Zappella. Nessuno dei post che ho fatto riguarda l’AERC, né se ne è parlato al congresso di Autism Europe a Catania. Rimane il fatto che la rivista di Zappella non è una rivista psicodinamica. Allora qui i casi sono due: o Lei ha qualcosa da dire sui vari post di questo blog, oppure intende cercare motivi di polemica. Nel primo caso pubblicherò ancora Suoi commenti, nel secondo no.

  7. Mattia ha detto:

    Caro Brotto, non pensa che in casi come quello di Zappella non si dovrebbe far semplicemente “finta di niente”? Questo dal momento che Zappella non è solo uno psicodinamico sfigato: è un neuropsichiatra ancora molto potente (per lo stesso fatto che dirige quella rivista, che è la “faccia” della Erickson etc. etc.)

    • Fabio Brotto ha detto:

      Caro amico, non vorrei continuare a parlare di Zappella. Si sa qual è stato il percorso che ci sta ancora portando fuori dalle secche della psicodinamica. Zappella è una figura emblematica di questo percorso frastagliato. Definirlo “psicodinamico sfigato” è un insulto che non risolve nulla. L’uomo ha evidentemente tentato molte strade, ma ha anche dato un suo contributo a quella fuoruscita. La rivista che dirige merita di essere letta, perché vi compaiono contributi numerosi e vari. Ad esempio, nel numero 1 di quest’anno si può leggere l’articolo (di 27 pagine) di Paolo Moderato e Cristina Copelli “L’analisi comportamentale applicata. Parte prima: teoria, metateoria, fondamenti”. Mi pare segno di una grande apertura. Chieda a Moderato perché scrive sulla rivista di Zappella. Dal canto mio, non do un giudizio positivo sull’AERC. Ma non credo che abbia alcun senso continuare a polemizzare con e su Zappella. Si costruiscano realtà positive, invece di cercare capri espiatori. Non mi scriva ancora su Zappella: non pubblicherei il commento.

  8. Nell’avvilente scenario italiano, capita di leggere deprimenti pseudodiscussioni come queste sopra. Che INCOMPETENZA! E’ chiaro che per il Sig. Marco-Mattia-Gianni chiunque non veneri l’ABA va screditato con mezzucci e invenzioni. E allora via al rancore personale e al fantasioso accostamento del Zappella alla psicodinamica !
    Si faccia spiegare, visto che è troppo rancoroso per capirlo da solo, che cos’è la Dysmaturational Syndrome nella letteratura scientifica americana e nordeuropea e studi le scoperte e i riconoscimenti internazionali di Zappella, vedrà che scoprirà che già 20 anni fa Zappella definiva l’holding “superato” e che negli anni ’70 era stato uno dei primi a criticare il modello preistorico delle madri-frigorifero bettelheimiane. Comunque se lei vuole farsi l’ABA, faccia pure, auguri.

    • Fabio Brotto ha detto:

      Gentile Lucy, ho pubblicato il suo commento per cortesia, ma non intendo dar luogo ad un ennesimo scontro personale sulla pratica clinica di Zappella. Ho subito ricevuto una replica di Marco, che non pubblico per troncare qui la questione. Quanto alla sindrome dismaturativa, al congresso internazionale di Autismo Europa nessuno ha usato questa espressione, che sicuramente non comparirà nel DSM V,che ci è stato presentato dai suoi redattori. La ritengo una invenzione terminologica, forse non particolarmente necessaria. Ma la questione Zappella per me non si pone, o comunque non si pone in questo blog. Spero di essere stato chiaro.

  9. […] Le due associazioni di genitori di autistici più importanti in Italia, ossia  AUTISMO ITALIA (art. 1) e ANGSA (art. 4) da tempo nei loro rispettivi statuti dichiarano che “si accetta che l’autismo sia la conseguenza di una disfunzione cerebrale piuttosto che un disturbo di origine psicogenetica”. Da ciò ne consegue la strenua lotta nei confronti della psicoanalisi, il matrimonio felice con i metodi cognitivo-comportamentali come il TEACCH  (Treatment and Education of Autistic and Communication Handicaped Children) e l’ABA (Applied Behavior Analysis) e il discredito nei confronti anche del libro del nostro collega Martin Egge (www.autismotreviso.org/Martin_Egge.htm; https://proautismo.org/2010/11/02/la-scienza-smentisce-i-martin-hegge). […]

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