Ancora su Kevin

Milano, 8 dic. – (Adnkronos) – Caso risolto per Kevin, il bimbo autistico di 10 anni al quale e’ stata negata per ragioni burocratiche la frequentazione della mensa scolastica in una scuola di Cremona. L’episodio e’ stato denunciato nel corso della rubrica del Tg5, ‘l’Indignato speciale’, curata dal vicedirettore Andrea Pamparana. Gia’ dalla prossima settimana, infatti, il piccolo sara’ accolto in mensa. Lo spiega all’Adnkronos l’assessore alle Politiche educative Jane Alquati. “Venerdi’ prossimo -afferma- sara’ formalizzata la decisione di inserire Kevin alla mensa alla presenza del sindaco Oreste Perri e i responsabili delle elementari di via Boschetto”, dove Kevin frequenta la quarta. Solo per un problema tecnico, aggiunge l’assessore, la decisione non e’ stata ancora formalizzata: “l’incontro e’ dovuto slittare a venerdi’ a causa degli impegni del sindaco, trattenuto a Roma dall’emergenza Tamoil”. L’assessore Alquati, che in queste settimane si e’ spesa in prima persona per trovare una via d’uscita, spiega che “i tecnici dei lavori pubblici hanno compiuto un sopralluogo nella scuola per verificare i problemi di sicurezza. Li hanno risolti e in questo modo sono stati ricavati altri due posti in mensa”. E uno di questi e’, appunto, per Kevin. 08/12/2010

Questo è il testo di un’agenzia ADN Kronos che riporta la soluzione del caso di Kevin, il bambino autistico non ammesso alla mensa della sua scuola, con una lampante dimostrazione di quanto la condizione autistica sia compresa nelle sue caratteristiche e nelle sue necessità dalle strutture educative e socio-sanitarie: pochissimo, o per nulla. Per come è riportata dalla stampa, la vicenda mostra anche una spaventosa carenza di solidarietà in tutti coloro che stanno attorno alla famiglia di Kevin, come i genitori degli altri bambini, che sembrano non aver mosso un dito. Come spessissimo accade in queste circostanze, solo l’intervento dei media ha smosso qualcosa. Il quadro di inerzia, di deresponsabilizzazione, di indifferenza che emerge è desolante. L’Italia ha un ottimo quadro legislativo per l’integrazione dei disabili. Ma nel nostro Paese tra le leggi e la loro coerente applicazione c’è quasi sempre un abisso.

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