Ancora sulla Comunicazione Facilitata

Ancora sulla Comunicazione Facilitata? Ebbene, sì, purtroppo. Ci tocca constatare che in Italia ci sono ancora troppe persone che ci credono, troppe famiglie illuse che in quel loro figlio autistico che non riesce a dire due parole sensate, e che ha comportamenti bizzarri, che magari non è nemmeno capace di vestirsi da solo e si fa la cacca addosso, sia celata un’anima prigioniera, che magari non aspetta altro che l’occasione di poter scrivere al computer “mamma sapessi come mi dispiace di non poterti dire che ti voglio tanto bene”. Nei Paesi più avanzati di noi nella comprensione e nei trattamenti dell’autismo di CF non si discute più in ambito scientifico dagli anni Novanta, quando una serie di studi dimostrarono inoppugnabilmente che per l’autismo la CF non funziona, se non in casi rari di autistici muti (non averbali), il cui cervello, come il  cervello dei muti neurotipici, ha accesso alla comprensione del linguaggio, e che quindi possono superare i problemi di motricità fine grazie alla tastiera (casi in cui il facilitatore ha un ruolo marginale, per così dire, e temporaneo). Per la stragrande maggioranza delle persone con autismo la CF non funziona affatto. Del resto, anche gli autistici che parlano e scrivono senza ausilio scrivono da autistici. La prosa di un autistico deve necessariamente riflettere la sua mente autistica, altrimenti non è la sua espressione ma quella di un altro. E deve rispecchiare il grado di sviluppo mentale del soggetto scrivente. Altrimenti sotto vi è un inganno, consapevole o inconscio.
Proprio qualche settimana fa, durante un corso di formazione, qualcuno chiese a Theo Peeters (che di mente autistica se ne intende) che cosa pensasse della CF. Peeters rimase di stucco. “Ma come è possibile che in Italia si seguano ancora dei metodi che la comunità scientifica ha demolito da anni?” rispose scandalizzato. Sì, è da anni che negli USA, in Inghilterra e nel Nord Europa non si discute più di CF. Ma l’Italia è in ritardo.

La nostra posizione coincide con quella espressa da Autism Research:

1. C’è una significativa evidenza scientifica del fatto che la Comunicazione Facilitata è inefficace se usata con le persone con autismo.

2. Vi sono anche prove che la Comunicazione Facilitata può portare a un danno significativo .

3. Per queste ragioni riteniamo che si tratti di un intervento non appropriato per le persone con autismo.

5 risposte a Ancora sulla Comunicazione Facilitata

  1. Flavio scrive:

    Pienamente d’accordo, ma la cosa che mi riesce difficile da capire, è l’ingenuo atteggiamento di alcuni genitori, la loro convinzione di una possibile capacità intellettiva e riflessiva dei loro figli autistici “cognitivamente” non verbali, nonostante il continuo vissuto accanto a essi. Voler nascondere agli altri, e a loro stessi soprattutto, la reale condizione in cui versano i loro cari. Mio figlio è capace di leggere e scrivere, comunicare gli stati d’animo, ma il danno che ha subito è tale da precludergli qualsiasi tipo di riflessione profonda sulla sua esistenza e quella degli altri. D’accordo che ogni soggetto autistico è diverso dagli altri ma o si autistici o non si è oppure non sappiamo cosa sia effettivamente l’autismo. Qualcuno alla fine ci dovrà dare una spiegazione convincente. In ogni caso Credo che alimentare false speranze, e romanzare su una patologia così devastante, anche se in buona fede, sia un danno per tutti i nostri figli, e che quando cesseranno di essere bambini e senza più la nostra presenza si dovranno confrontare con chi magari ha sempre pensato che l’autismo è solo una narrazione di una favola a lieto fine. Flavio

  2. Bettiol Valentina scrive:

    Il Danno per tutti i vostri Figli siete voi stessi e la vostra condanna.
    Io sono una povera illusa che crede che la sua Bimba valutata dagli “esperti” livello cognitivo 0 sia intelligente. anzi: molto intelligente. Se come dite voi la C.F.fa passare il pensiero del facilitatore, come può essere che mia figlia abbia scritto cose completamente sconosciute a l facilitatore? comunque si fa bene a negare il diritto di parola alle persone Speciali!!!. altrimenti potrebbero avere l’occasione di far vedere quanto sono ritardati i “neurotipici”

    • Fabio Brotto scrive:

      Ma certo! Sono indubbiamente un ritardato se sulla CF ho la stessa opinione dell’Istituto Superiore di Sanità (formato da ritardati), delle più grandi associazioni internazionali di genitori di persone con autismo, e dei massimi esperti mondiali di autismo. Nonostante il tenore insultante del commento, gentile Valentina, lo pubblico ugualmente, perché è un tipico esempio del modo di pensare e argomentare, tendenzialmente violento, di molti genitori convinti della validità dei trattamenti alternativi dell’autismo. Se Sua figlia ha un livello cognitivo molto basso (come rilevato dagli “esperti”, che evidentemente valutano i comportamenti della bimba), questo evidentemente comporta una sua incapacità di svolgere le attività quotidiane che danno la possibilità di una vita autonoma. La CF la rende forse autonoma? La CF non ha mai reso autonomo nessun autistico con ritardo mentale, ma ha dato ai genitori (ciechi e desiderosi di illudersi) la convinzione che dentro quel corpo vi sia un bambino “normale”, ritardato solo in apparenza. Che è appunto un inganno, e spesso una frode.

      • Pellegrino Grazia scrive:

        ma come si puà essere così cattivi e poco sensibili, anche mio figlio scrive con la cf vorrei io che lui non capisse niente così sarei sicura che sarebbe felice invece non è così, mio figlio è prigioniero di un corpo che non risponde alle sue necessità, scrive che è consapevole del suo stato.Come si fa a dire che è il facilitatore che scrive, quando il facilitatore nemmeno lo tocca? Come si fa quando lui scrive le cose più intime e segrete della nostra famiglia e li commenta, come si fa a dire che non capisce quando fa dei commenti profondi sulle questioni religiose degne di un grande teologo.
        Ripeto vorrei io che lui non capisse però scrivere con la cf per lui è uno sfogo di cui non può farne a meno.
        Grazia Pellegrino

      • Fabio Brotto scrive:

        Questo commento da solo basterebbe a far cadere la CF come un castello di carte. Un teologo imprigionato in “un corpo che non risponde” semplicemente non ha una mente autistica, ergo non è un autistico.

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