Fattori ambientali di rischio per l’autismo (1)

16/11/2010

Nel suo intervento al IX congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Eric Fombonne (capo della  Division of Child Psychiatry della  McGill University, direttore del Department of Psychiatry del Montreal Children’s Hospital, Canada) sviluppa un’accurata analisi dei fattori di rischio ambientali concernenti l’autismo.


Quale terapia?

15/11/2010

Le innumerevoli falle del sistema socio-sanitario italiano, che sul terreno dell’autismo è ancora spaventosamente arretrato, fanno sì che le famiglie dei bambini autistici spesso non ricevano un’informazione corretta né terapie valide per i loro figli. E l’internet è un oceano popolato di squali, dove si trova anche buona informazione, ma dove abbondano i ciarlatani e i complottisti, e coloro che offrono rimedi mirabolanti, che costano molto denaro e non portano a nulla. Informazione scientificamente corretta e presa in carico efficace sono i due poli della rivoluzione culturale che occorre per l’autismo.


Problemi dei genitori

14/11/2010

Il primo problema dei genitori di un bambino con autismo è quello dell’informazione. Le neuropsichiatrie ne forniscono in misura limitata, e non sempre corretta. Si pensi solo a questo: la scienza oggi dice che un intervento di tipo cognitivo-comportamentale deve essere il più possibile precoce, e che fa benissimo ad un bambino autistico (e comunque non fa affatto male, anzi, ad un bambino che in realtà non sia autistico). La scienza inoltre ci dice che un intervento cognitivo-comportamentale (come ABA) dà risultati tanto migliori quanto più elevato è il funzionamento del bambino. Quindi dovrebbe essere applicato con tanto maggior convinzione quanto migliori sono le condizioni del soggetto. Ma la maggior parte dei neuropsichiatri italiani è ancora convinta che “ABA sia per i gravi”, dimostrando di aver capito ancora ben poco dell’autismo. Rendendosi corresponsabile così del ricorso di molte famiglie ai falsi profeti dell’autismo, come quelli del DAN!.


Associazioni e scienza contro le “cure alternative” per l’autismo (2)

10/11/2010

La cosiddetta comunicazione facilitata è stata da tempo accantonata dalla scienza come metodologia del tutto priva di basi sperimentali. Nondimeno, in Italia continua ad essere utilizzata in molti luoghi, equivocando sull’utilizzazione di strumenti informatici per l’autismo, che spesso possono essere assai utili. Per questa ragione,  se ne è parlato anche nel congresso di Catania.

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Identificare il rischio di autismo nel primo anno di vita (3)

08/11/2010

La determinazione del rischio di autismo per i bambini in età molto precoce può consentire di mettere in atto programmi cognitivo – comportamentali che infine comportano una riduzione dei costi sociali ed economici dell’autismo. Investire oggi significa risparmiare molto domani. Ma è una logica che non è facile far passare.


Identificare il rischio di autismo nel primo anno di vita (2)

07/11/2010

Identificare il rischio di autismo nel primo anno di vita (1)

06/11/2010

L’educazione nell’autismo 3

05/11/2010

L’educazione nell’autismo 2

05/11/2010

L’educazione nell’autismo

05/11/2010

Maria e io

17/10/2010

Maria e io è il titolo di un libretto divertente e istruttivo, scritto e disegnato dal famoso illustratore Miguel Gallardo, che è padre di una ragazzina autistica. Con levità e acume le immagini e le parole di Gallardo aiutano anche chi non sa nulla di autismo a farsi una prima immagine di questa sindrome.  Edito in Italia da Comma 22. Molto piacevole anche il video.


I primi segnali dell’autismo (3)

14/09/2010

La persona con autismo dimostra fin dalla prima infanzia interessi molto ristretti e spesso concentrati su dettagli insignificanti. Questo si collega alla incapacità di giocare al modo degli altri bambini. In questo video si notano due tipici comportamenti autistici: agitare o sfarfallare le mani e scuotere oggetti come collane o simili, probabilmente per il piacere sensoriale che se ne ricava. Questi comportamenti sono ripetuti e protratti nel tempo.


I primi segnali dell’autismo 2

10/09/2010

Uno dei segnali precoci di autismo più diffusi è un comportamento facilmente rilevabile: il bambino, soprattutto quando è eccitato, ruota su se stesso (spinning) a lungo e ripetutamente. Ad esempio, davanti alla televisione, se un programma lo stimola. Lo stimolo solitamente non è legato al senso delle scene o di una canzonetta, ma a particolari, a dettagli. Può essere una luce, un suono, una sigla, un’immagine particolare, una scritta luminosa. La mente autistica si perde nei dettagli.

Nel video si coglie chiaramente come il comportamento della bimba non sia legato ad una interazione coi genitori, ma sia propriamente autistico. È un comportamento ripetitivo, privo di un significato comunicabile.


I primi segnali dell’autismo (1)

09/09/2010

Spesso mi chiedono quali siano i primi segnali che nei bambini piccoli possono indicare la presenza di una sindrome autistica, e a che età si manifestino. Oggi sappiamo che i sintomi sono molto precoci, e intorno ai 18 mesi è già possibile individuare comportamenti che possono segnalare l’autismo. Sarebbe dunque importantissimo che quando il bambino, ogni bambino, compie 18 mesi, il suo pediatra somministrasse ai genitori un semplice questionario, che consentirebbe di attivare quelle risposte e quelle strategie che la scienza contemporanea ha stabilito essere le migliori, e che possono aiutare moltissimo il bambino nel suo sviluppo (anche se poi risultasse non essere affatto autistico). Nel video che inserisco (in inglese, ma non ha importanza la lingua), vediamo due segnali di possibile autismo: l’assenza del contatto oculare e un comportamento ripetitivo tipico: il bambino innalza continuamente colonne di blocchetti per costruzioni, senza che appaia un senso di gioco. Si noti che quando è stato realizzato il video la mamma ignorava ancora che la sua bimba (Jade) fosse autistica, e non sospettava il significato dei suoi comportamenti anomali. Un segnale molto diffuso nei bambini autistici, che dovrebbe allarmare i genitori, è l’assenza di contatto oculare: il bambino non guarda in faccia le persone, come se i loro volti non lo interessassero affatto. Attenzione, però: non è detto che un bambino che guarda negli occhi le persone sia sicuramente normale, non autistico. Mio figlio ha sempre guardato le persone negli occhi, ma è assolutamente autistico. Bisogna tener presente che i comportamenti che possono segnalare l’autismo sono molti, e non necessariamente sono tutti compresenti nella stessa persona. Lo stesso vale per l’innalzamento di pile di oggetti, ecc. Quello che bisogna guardare con attenzione è se nel bambino vi sia un qualche comportamento ripetitivo, stereotipato e privo di un senso di gioco.


L’Orto di San Francesco

04/09/2010