Con voce di sirena

03/07/2013

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Saltuariamente, molto saltuariamente, leggo qualche testo sull’autismo di provenienza psicoanalitica (o psicanalitica, secondo la lezione lacaniana). Come, ad esempio, La cura del bambino autistico di Martin Egge. Marie-Christine Laznik è una psicanalista lacaniana francese, ed è l’autrice di questo Con voce di sirena (Editori Riuniti 2012), curato da Jania Jerkov e introdotto da Filippo Muratori dell’IRCCS di Pisa, che psicanalista non è ma che con la Laznik ha collaborato per anni. Proprio i video fornitile da Muratori, realizzati da alcuni genitori nel corso del primo anno di vita dei loro bambini che sarebbero diventati autistici, video che evidenziano nelle madri e nei padri un atteggiamento assai diverso da quello che la psicoanalisi postula nella sua eziologia dell’autismo, hanno contribuito a modificare l’approccio della Laznik. In sostanza, in questo libro vediamo un esempio di strategia di autoconservazione della psicoanalisi di fronte alle inoppugnabili smentite dei fondamenti stessi della sua costruzione dell’autismo. La Laznik è infatti costretta ad accettare che sia il comportamento autistico del bambino la causa della frustrazione profonda o dell’eventuale depressione della madre, e non già l’inverso, come la psicoanalisi ha sempre pensato. Nondimeno, la psicanalista non rinuncia né al gergo né alle strutture profonde della narrazione psicanalitica, come si può ben vedere nel piccolo brano che qui riporto. Leggi il seguito di questo post »