Nuovi video sull’Orto di San Francesco

11/04/2011

Su You Tube due nuovi video sull’ Orto di San Francesco:

http://www.youtube.com/watch?v=6__m0UGNAeg&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=oMKqqMhgOJc


Servizio RAI Veneto

07/04/2011

Un aiuto per l’Orto di San Francesco

05/04/2011

Destinare il 5 per 1000ad Autismo Treviso onlus non costa nulla: basta scrivere nell’apposita casella del modello per la dichiarazione dei redditi il nostro Codice Fiscale 94125090269. 

Puoi sostenere Autismo Treviso onlus e il suo Progetto L’orto di San Francesco anche con una donazione.  Il nostro c.c. bancario è presso la Banca di Monastier e del Sile (Credito Cooperativo),  IBAN:   IT 87 U 07074 12000 CC0250000905

Il numero del nostro c.c. postale è 95785846, intestato ad  Associazione AUTISMO TREVISO ONLUS,   IBAN: IT 34 P 07601 12000 000095785846

 Le DONAZIONI ad un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale qual è Autismo Treviso onlus sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 Euro annui (Art. 14 della legge 80 / 2005,  “più dai meno versi”).


Ringraziamento per il 5 per mille

14/03/2011

Alcuni giorni fa l’Agenzia delle Entrate ha comunicato i dati relativi alla destinazione del cinque per mille dei redditi del 2008, dichiarati nel 2009. La mia associazione Autismo Treviso onlus, al tempo della dichiarazione del 2009 era appena nata. Nonostante questo, 179 persone hanno deciso di destinare il cinque per mille ad Autismo Treviso e al suo progetto L’orto di San Francesco. Per un totale di 5.280 euro. Non è molto, direte voi. Ma dovete pensare che eravamo nati da 2 mesi! Si vede che il nostro progetto ha incontrato la sensibilità di molti, che vogliamo anche qui pubblicamente ringraziare.


Alla lettera

09/02/2011

Le persone con autismo tendono ad attribuire un significato unico ad ogni parola. Ad esempio la parola pane indicherà sempre il pane che si mangia. Quando io dirò ad un autistico “qui c’è pane per i tuoi denti”, usando una metafora molto comune, lui non capirà il senso delle mie parole, e penserà che sto per offrirgli un panino. Gli autistici sono letteralisti. Purtroppo una frase è più delle singole parole che la compongono. Ma i problemi non finiscono qui, perché spesso il senso delle nostre parole sta più in quello che non diciamo. E quello che non diciamo, cui solo alludiamo, il sottinteso, è invisibile e non può essere concretamente osservato. Il significato è, per così dire, sepolto nel contesto, e se non si è in grado – e gli autistici non lo sono – di afferrare il contesto, verrà a mancare l’informazione necessaria per capire la situazione sociale in cui ci si trova. Spessissimo gli autistici reagiscono solo ad una parte minimale del contesto, un dettaglio magari per noi insignificante. Per questo è così difficile per noi, a nostra volta, comprendere le loro reazioni.

Nella foto: Davide si rilassa nella palestrina dell’OSF.


Ancora su Wakefield

28/01/2011

Un ottimo articolo su Wakefield, vaccini e autismo qui su Medbunker.


Merenda

20/01/2011

Non cesseremo mai di ripetere che l’Orto di San Francesco vuol essere un ambiente ecologico, cioè un ambiente che riproduce le condizioni della vita reale e in cui i nostri figli possano conquistare, anche con l’ausilio di tecniche cognitivo-comportamentali, delle abilità semplici e necessarie per la vita quotidiana. Preparare la tavola, ad esempio, è un compito che può essere svolto anche da persone con forme di autismo e ritardo mentale gravi. Preparare un toast è un po’ più complesso, ma passo dopo passo ci si può arrivare. Qui vediamo (da sinistra) Davide, Ettore e Tobia che mangiano un toast nella cucina dell’OSF. Tobia ha preparato i tre toast, i due più piccoli hanno preparato la tavola. E ora mangiano con soddisfazione. L’obiettivo da conseguire era chiaro e gratificante. Tre ragazzini autistici a tavola. Da notare che non possono far conversazione tra loro (Tobia parla, ma in modo spesso inappropriato e poco funzionale; Davide parla molto poco; Ettore quasi per nulla). L’autonomia è una conquista lenta, difficile, parziale, ma con un lavoro continuo si ottengono risultati evidenti.

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Usare le mani

12/01/2011

Come spesso si vede nei soggetti autistici, Guido trova difficili molte operazioni che implicano la motricità fine. All’Orto di San Francesco si cerca di impegnare i ragazzi anche in attività che stimolino l’uso delle dita con materiali differenti per diversi obiettivi, promuovendo anche attenzione e concentrazione.


Buon 2011!

31/12/2010

terzetto

L’unico ad avere la capacità dire “Buon Anno” in questo terzetto di ragazzi dell’Orto di San Francesco è Ludovico, quello al centro col colletto rosso. Valentino, il più grande, e Guido, il più irrequieto, sono del tutto averbali. Tutti e tre hanno contribuito a preparare il presepe, assieme agli altri ospiti dell’Orto. Qui sono con l’operatrice Rossella, che ha usato la bacchetta magica per far stare Guido in posa..

Un grande augurio di Buon 2011 a tutti i nostri amici!


Attività

29/12/2010

 

 

Per noi, la parola chiave è attività. Riteniamo fondamentale che le persone con autismo abbiano compiti da svolgere, in cui trovare un senso e una soddisfazione. Gli autistici, come tutti i disabili, non debbono mai essere lasciati all’inerzia e al vuoto. Le attività proposte debbono essere però ben pensate e organizzate. Perciò all’OSF si lavora anche quando non ci sono i ragazzi. Vediamo ad esempio le nostre preziose collaboratrici Elena e Barbara al tavolo da lavoro.


Tempaccio

27/12/2010

L’autunno e la prima parte dell’inverno sono stati piovosi, e le attività all’aperto ne hanno risentito anche all’Orto di San Francesco. Tanto più importante è risultata una buona organizzazione della vita all’interno. Ecco a sinistra Giacomo, felice di lavorare con la guida dell’educatrice Monica.

 

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Buon Natale

24/12/2010

Per Natale i bambini dell’Orto di San Francesco, guidati dagli educatori, hanno realizzato un presepe, nel quale ci sono elementi creati da tutti. Anche soggetti a funzionamento molto basso hanno potuto contribuire secondo le loro possibilità, ad esempio incollando la lana delle pecore. Noi cerchiamo di stimolare nei nostri figli le abilità manuali, e insieme la gratificazione, l’autostima, la percezione di un senso.

Buon Natale


Imitazione

20/12/2010

Nella persona con autismo la capacità di imitazione solitamente è compromessa. La misura della compromissione però è variabile, e si può passare da un’abilità quasi nulla (come in mio figlio Guido), ad una molto spiccata ma sregolata (come in Tobia), ad una discreta, come in Valentino – nella foto – che però deve essere assistita e guidata. Qui vediamo Valentino all’opera nella falegnameria dell’Orto di San Francesco, con l’assistenza di Andrea, padre di Tobia e ottimo falegname (e non solo).


Passeggiata con le capre

17/12/2010

passeggiata con le capre

All’Orto di San Francesco cerchiamo di far vivere i nostri ragazzi autistici in un contesto ecologico, che riproduca la vita ordinaria, e soprattutto di farli stare il più possibile all’aria aperta. Quindi si approfitta delle belle giornate anche in inverno. Anche i ragazzi autistici hanno bisogno di camminare, e camminare tra i campi fa benissimo. Le docili caprette dell’OSF si prestano bene a questa attività, perché amano uscire in passeggiata, come cagnolini. Qui vediamo Ludovico (13 anni) e Valentino (14), i più anziani tra gli ospiti dell’OSF, con le caprette al guinzaglio.

 

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Quale terapia?

15/11/2010

Le innumerevoli falle del sistema socio-sanitario italiano, che sul terreno dell’autismo è ancora spaventosamente arretrato, fanno sì che le famiglie dei bambini autistici spesso non ricevano un’informazione corretta né terapie valide per i loro figli. E l’internet è un oceano popolato di squali, dove si trova anche buona informazione, ma dove abbondano i ciarlatani e i complottisti, e coloro che offrono rimedi mirabolanti, che costano molto denaro e non portano a nulla. Informazione scientificamente corretta e presa in carico efficace sono i due poli della rivoluzione culturale che occorre per l’autismo.