Nell’Orto di San Francesco si cerca di coniugare per quanto è possibile il processo educativo-abilitativo (che non deve subire mai interruzioni complete) con lo svago e l’impiego funzionale del tempo in ambiente ecologico. Un’attività sistematica all’aria aperta, come quella che consiste nel raccogliere frutta o foglie e metterle in un contenitore, può essere molto gratificante anche per persone con autismo a basso funzionamento. Qui vediamo Giacomo che raccoglie le pere cadute a terra, durante il Centro Estivo 2011.
Generalizzare
25/01/2012Le persone con autismo faticano a cogliere nel loro senso complessivo le situazioni in cui vengono a trovarsi, che sono spesso mutevoli, instabili e fluide. La mente autistica non è orientata, come quella umana tipica, al significato delle situazioni, ed è invece legata ai dettagli, presi univocamente, alla lettera, nella loro immediatezza concreta. Per questo, ogni dettaglio tende ad avere lo stesso valore, e noi vedremo ad esempio il ragazzo autistico mettersi a gridare perché lo stiamo facendo salire in macchina mentre la maniglia della porta di casa, che pure è perfettamente chiusa, non ha la giusta inclinazione. Vorrà scendere dall’auto e spostare la maniglia dagli 86° ai 90°. Per lui questo dettaglio è fondamentale, per la mente tipica è irrilevante. L’autismo è anche questo.
Ugualmente, il soggetto autistico tenderà a connettere una pratica che gli è stata insegnata al luogo e alla situazione in cui l’ha appresa. Occorre dunque sviluppare programmi che aiutino bambini e ragazzi autistici ad esportare le abilità acquisite. Qui vediamo Tobia impegnato in un bar.
Concentrazione
23/01/2012Nella falegnameria dell’Orto di San Francesco gli strumenti sono tutti rigorosamente manuali, per motivi di sicurezza. L’energia elettrica è bandita! Qui vediamo Guido, che è totalmente averbale e fa molta fatica a concentrarsi in un’attività per più di qualche minuto, mentre impara ad usare un trapano a mano.
Senso
16/01/2012L’autismo è un problema di senso. Di senso come significato (come nella frase “che senso ha il termine autismo?”) e di senso come scopo (come nella frase “che senso ha iscriversi ad Autismo Treviso?”). Le persone con autismo incontrano difficoltà nell’assegnare significato alle cose, ma ancor di più nel comprendere lo scopo di cose, azioni e avvenimenti. Per questo all’Orto di San Francesco si lavora molto nel proporre attività in cui le azioni presentano uno scopo chiaro ed evidente, come quello di ottenere dei buoni biscotti. Cui Ettore e Davide appaiono alquanto interessati.
Attività motoria
12/01/2012Per tutti l’attività motoria è importante, e lo è in particolare per i giovani. Questa importanza nel mondo dell’autismo non appare storicamente valutata nella giusta misura, e in generale tanto maggiore è la gravità del soggetto tanto minore è la quantità di attività fisico-motoria che gli viene offerta. All’Orto di San Francesco si utilizzano anche veicoli come quello della foto, coi quali si possono percorrere le stradine di campagna vicine. Qui vediamo Giacomo in sella. E abbiamo anche un tandem!
Pasta
08/01/2012Pomodori
03/01/2012L’Orto di San Francesco attribuisce un grande valore alle attività che si svolgono all’aperto, che tra l’altro sono gradite ai nostri ragazzi. Qui vediamo Valentino (che è del tutto averbale ma possiede forti capacità di imitazione e manualità, e ama la musica) impegnato nella raccolta dei pomodori. Successivamente, in cucina, li taglierà e preparerà per il pranzo. Un tipo di attività che sicuramente gli autistici come lui non svolgono in molti altri luoghi!
2012
31/12/2011
Mentre l’anno finisce ripeto il mio mantra: l’autismo è una questione politica. Lo è per varie ragioni, e anzitutto perché il bambino autistico di una famiglia abbiente è oggi in condizioni ben differenti da quelle di un bambino autistico di una famiglia povera: il primo può ricevere un intensivo ed efficace trattamento cognitivo-comportamentale (come ABA) pagato dai genitori, il secondo no. Questa è una forma di disuguaglianza sociale e di discriminazione assolutamente inaccettabile e che fa a pugni con la Costituzione repubblicana. Ma la politica italiana fino ad oggi di questo sembra non essersi accorta (con qualche rara lodevole eccezione). Nel contempo, la gravissima crisi economica comporta un generale calo delle risorse a disposizione, e tagli severi. Le ingiustizie e le sofferenze cresceranno, a meno che non avvenga una vera rivoluzione culturale per l’autismo. E questa, tuttavia, non si realizzerà mai finché le famiglie saranno isolate, disunite e frammentate in una miriade di piccole associazioni locali. Tuttavia, anche una piccola onlus come Autismo Treviso (che fa però capo ad Autismo Italia) può costruire un progetto significativo, che si pone come un modello praticabile: L’Orto di San Francesco. Buon 2012!
Autonomia sociale 2
22/12/2011Gioco e interazione 2
21/12/2011Uno dei primi obiettivi dell’Orto di San Francesco è stato quello di ottenere che i nostri bambini e ragazzi vi andassero volentieri. L’obiettivo è stato conseguito, e sono numerose le attività e i giochi in cui è visibile la gratificazione dei partecipanti. Come in questo gioco a due con la palla tra Ettore e Tobia.
Autonomia sociale 1
20/12/2011Gioco e interazione
19/12/2011«Mediamente tra i 4 e i 6 anni, i bambini conoscono il gioco sociale. Giocano attivamente con gli altri, tengono conto delle regole e dei compagni di gioco. Anche qui, le difficoltà dei bambini con autismo si manifestano chiaramente. Trovano difficile giocare con gli altri e raramente mostrano un vero coinvolgimento. Spesso svolgono il gioco esattamente come gli è stato insegnato. Sembra il gioco di un bambino, ma spesso non lo è» (Hilde De Clercq, L’autismo da dentro, Erickson 2011, p. 19). All’Orto di San Francesco cerchiamo di coinvolgere i nostri ragazzi in attività che comportano un certo grado di interazione, e in giochi sociali secondo la capacità di ciascuno. Qui Tobia, Davide ed Ettore si riposano dopo un gioco con l’acqua.
Nell’Orto di San Francesco (9)
16/12/2011“Voci dal silenzio” a Treviso
21/11/2011Nell’Orto di San Francesco (8)
07/11/2011In una delle raccomandazioni contenute nella Linea Guida per i trattamenti dell’autismo emanata dall’Istituto Superiore di Sanità si legge: «Secondo il parere degli esperti, è consigliabile adattare l’ambiente comunicativo, sociale e fisico di bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico: le possibilità comprendono fornire suggerimenti visivi, ridurre le richieste di interazioni sociali complesse, seguire una routine, un programma prevedibile e utilizzare dei suggerimenti, minimizzare le stimolazioni sensoriali disturbanti». Questo è uno dei principi fondamentali su cui si basa il programma dell’Orto di San Francesco. Nella foto si vedono istruzioni visive per il laboratorio di falegnameria.

Pubblicato da Fabio Brotto 












