Voci dal silenzio: presentazione a Treviso

04/11/2011

«Parlano madri e padri che non si arrendono e tentano di farci capire che questi loro figli non sono anormali, sono invece figli speciali che di sicuro non guariranno dall’autismo ma hanno i mezzi e il diritto di trovare la loro dimensione in mezzo a noi» (p. 25)

Sabato 19 novembre alle ore 17.00 alla libreria Marton Ubik di Treviso presentazione del libro “Voci dal silenzio” con l’autrice Paola Molteni, giornalista dell’Avvenire.

 La libreria è in Corso del Popolo 40, vicinissima a Piazza Borsa, nel centro di Treviso.


Nell’Orto di San Francesco (7)

09/10/2011

Tobia è molto preso dal suo lavoro nella falegnameria dell’Orto di San Francesco. Nelle persone con autismo la capacità di attenzione e di concentrazione è molto variabile da un soggetto all’altro, e dipende molto dal grado di sviluppo cognitivo e dalla presenza o meno di disturbi sensoriali. All’OSF si cerca di asseganare a ciascun ragazzo compiti adeguati alle sue capacità, in una prospettiva educativa e di aumento delle autonomie personalizzata.


Nell’Orto di San Francesco (6)

05/10/2011

L’estate è calda nel nostro centro estivo. Una piccola piscina gonfiabile all’ombra offre momenti di relax, e  costituisce anche un premio altamente motivante per i giovani ospiti dell’OSF. Qui vediamo Valentino felicemente rinfrescato.


Voci dal silenzio

25/09/2011

Scriverò ancora, analiticamente, di questo libro di Paola Molteni, che sta uscendo in questi giorni per Franco Angeli editore. Intanto lo segnalo. Voci dal silenzio è anzitutto un libro di testimonianze sulla condizione di vita degli autistici e delle loro famiglie. Non bisogna mai dimenticare che l’autismo è una patologia che colpisce in modo estremamente pesante le famiglie delle persone con autismo, che spesso sono lasciate sole davanti alla scelta tra l’eroismo e la disperazione. Nel libro è presente anche l’esperienza di Autismo Treviso e dell’Orto di San Francesco, come piccolo segno dellla possibilità di un’operosa terza via. Guido e Valentino qui nominati sono nostri ragazzi.


Nell’Orto di San Francesco (5)

19/09/2011

La colla a caldo è una delle passioni di Guido. Il calore è attraente per lui sotto il profilo sensoriale, ma fin da piccolissimo è sempre stato attento a non scottarsi. Una regola generale quando si parla di persone con autismo è quella di essere molto prudenti nel fissare regole generali, ed evitare di pensare che gli autistici siano tutti uguali. Esiste uno “stile di pensiero” autistico, ma all’interno di esso le differenze possono essere enormi. Gli otto ragazzini dell’Orto rappresentano un bel campionario, un assortimento davvero ricco, in tutti i sensi. Tranne in quello finanziario.


Nell’Orto di San Francesco (4)

13/09/2011

Le persone con autismo vivono in uno stato di perenne tensione, dovuta anzitutto all’enorme difficoltà che il loro cervello incontra nel trattare l’informazione che passa attraverso i sensi, e allo sforzo continuo della loro mente nella gestione delle situazioni sociali, per le quali non è adeguatamente attrezzata. Così, anche all’Orto di San Francesco occorre tener costantemente presente il bisogno che i nostri ragazzi hanno di rilassarsi, di decongestionare, per così dire, di tanto in tanto la loro mente. Anche un impegno per noi semplice, come quello richiesto da una attività elementare come un gioco a due o il piantare dei chiodi, per un autistico può essere faticoso (anche se gratificante per molti aspetti e in grado di accrescere l’autostima). Ecco dunque la funzione di un oggetto come il tappetone elastico, su cui Valentino gode qualche minuto di distensione.


Nell’Orto di San Francesco (3)

07/09/2011

I ragazzi dell’Orto, ciascuno secondo le proprie capacità, apprendono a piantare e curare fragole e pomodori. Un filo teso serve a mantenere la linea retta, in modo che le file delle piantine siano ordinate. Qui Tobia sta ponendo a dimora piantine di pomodoro.   Un bastoncino serve a misurare l’intervallo tra una piantina e l’altra. Gli atti da compiere devono essere semplici e concatenati in una sequenza chiara.


Nell’Orto di San Francesco (1)

26/08/2011

A mio figlio Guido (nella foto) piace molto giocare con l’acqua e con altri liquidi. Anzitutto per il piacere sensoriale che ne ricava. Ma lasciato a se stesso combinerebbe un sacco di guai, bagnerebbe dappertutto e verserebbe acqua od olio nei luoghi meno appropriati. Il problema è sempre quello del senso e della misura delle azioni. Per esempio, anche solo l’insegnare a trasferire liquidi da un contenitore all’altro richiede all’educatore molta pazienza (e competenza).


Un angolo

16/07/2011

Un angolo all’interno dell’Orto di San Francesco, dove si preparano materiali per alcune attività dei ragazzi. L’ordine è estremamente importante.


Nuovi video sull’Orto di San Francesco

11/04/2011

Su You Tube due nuovi video sull’ Orto di San Francesco:

http://www.youtube.com/watch?v=6__m0UGNAeg&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=oMKqqMhgOJc


Servizio RAI Veneto

07/04/2011

Porte Aperte

04/04/2011

“Porte Aperte all’Orto di San Francesco” ha avuto un ottimo successo, grazie anche alla bella giornata di sole. I visitatori sono stati numerosi. Dobbiamo ringraziare di cuore tutti coloro che si sono spesi nell’organizzazione e nella preparazione dell’evento, dando un contributo essenziale alla sua riuscita. Questo successo ci incoraggia a continuare nel nostro impegno e nel Progetto che sempre più ci sembra davvero importante per il futuro dei nostri figli. Grazie ancora!!!

Porte Aperte

21/03/2011

In Occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo che ricorre il 2 aprile, l’associazione Autismo Treviso onlus ha deciso di aprire il giorno seguente domenica 3 aprile a tutti le porte dell’Orto di San Francesco a Casale sul Sile.   Cliccando sul link si può vedere la locandina. loc 3 aprile def


Socialmente ciechi

18/02/2011

Per le persone con autismo è molto difficile comprendere le istruzioni date ad un intero gruppo di cui fanno parte. Immaginiamo ad esempio una classe in cui ci sia un ragazzino autistico, in grado di parlare, leggere e scrivere. L’insegnante dice: “prendete il vostro libro”. Ed ecco che tutti gli scolari eseguono l’ordine, tranne il ragazzino autistico. Lui proprio non è riuscito a capire che l’insegnante dava un comando rivolto all’intero gruppo, comprendente anche lui. Ma l’insegnante non aveva fatto il suo nome, e così lui non ha eseguito. Tuttavia può accadere anche il contrario. Ad esempio, ecco una mamma con due figli, Gigi e Andrea, di cui uno, Andrea, è autistico. La mamma si avvicina a Gigi e gli dice: “va’ a prendere la tua giacca”, e subito anche Andrea, a cui la mamma non si è rivolta, va a prendere la sua. Che cosa capiamo da questi esempi? Che per gli autistici è quasi impossibile afferrare l’aspetto sociale della comunicazione. Per quanto sia intellettualmente dotato, un autistico non riesce a comprendere con la nostra immediatezza tutte le sfumature, il non detto, il sottinteso, la miriade di idee che soggiacciono anche ai più semplici aspetti della vita quotidiana. Questa è la cecità sociale dell’autismo.

 (Nella foto: Tobia segue la cottura dei toast insieme all’educatrice Barbara dell’Orto di San Francesco)


Alla lettera

09/02/2011

Le persone con autismo tendono ad attribuire un significato unico ad ogni parola. Ad esempio la parola pane indicherà sempre il pane che si mangia. Quando io dirò ad un autistico “qui c’è pane per i tuoi denti”, usando una metafora molto comune, lui non capirà il senso delle mie parole, e penserà che sto per offrirgli un panino. Gli autistici sono letteralisti. Purtroppo una frase è più delle singole parole che la compongono. Ma i problemi non finiscono qui, perché spesso il senso delle nostre parole sta più in quello che non diciamo. E quello che non diciamo, cui solo alludiamo, il sottinteso, è invisibile e non può essere concretamente osservato. Il significato è, per così dire, sepolto nel contesto, e se non si è in grado – e gli autistici non lo sono – di afferrare il contesto, verrà a mancare l’informazione necessaria per capire la situazione sociale in cui ci si trova. Spessissimo gli autistici reagiscono solo ad una parte minimale del contesto, un dettaglio magari per noi insignificante. Per questo è così difficile per noi, a nostra volta, comprendere le loro reazioni.

Nella foto: Davide si rilassa nella palestrina dell’OSF.