Orto di San Francesco, porte aperte

02/04/2012

Il video è stato realizzato dal dott. Stefano Castiglione, consulente di Autismo Treviso per il progetto “L’orto di San Francesco”.


Porte Aperte 3

31/03/2012

Porte Aperte 2

29/03/2012

Porte Aperte: anzitutto alla conoscenza. Bisogna sapere che le persone con autismo sono tante. Bisogna sapere che per loro e per le loro famiglie finora si è fatto pochissimo. Bisogna sapere anzitutto quante sono, e dove sono! Provate a domandare ad un qualsiasi sindaco d’Italia se sa quante famiglie con un membro autistico ci siano nel suo comune. Quasi sicuramente vi dirà che non ha dati disponibili. Domenica 25 marzo all’Orto di San Francesco sono venuti in tanti, gente di ogni età e provenienza. L’autismo deve diventare una realtà percepibile sul territorio.


Porte Aperte 1

27/03/2012

La seconda edizione di Porte Aperte all’Orto di San Francesco ha avuto un grande successo, grazie anche alla radiosa giornata primaverile. Un momento particolarmente significativo è stato quello della consegna di un attestato di gratitudine alla sezione dell’ ANA di Casale sul Sile. Gli Alpini di Casale sono stati vicini all’Orto di San Francesco fin dalla sua nascita, offrendo un valido aiuto in molte occasioni, e anche in questo 25 marzo occupandosi del parcheggio per le auto dei numerosi visitatori. L’Associazione Autismo Treviso ha quindi voluto ringraziarli anche con un gesto pubblico e formale, sapendo che li avrà sempre al suo fianco. Viva gli Alpini!


Porte Aperte in TV

19/03/2012

Il servizio è apprezzabile e puntuale. I ristretti tempi giornalistici, all’interno di un TG, non possono ovviamente render conto dell’insieme di una problematica così complessa, e dei suoi sviluppi in sede locale. Le difficoltà che si incontrano nel censimento dei casi di autismo sono rilevanti per vari ordini di ragioni: anzitutto perché i parametri diagnostici si sono rapidamente evoluti negli ultimi anni, mentre si andavano chiarendo molti aspetti fondamentali, come dimostra la recente Linea Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, e cadevano progressivamente le vecchie impostazioni psicologistiche e psicoanalisteggianti. Ricordiamo, tuttavia, che alla fine degli anni Novanta la neuropsichiatria dell’ULSS 9 non riconosceva praticamente alcun caso di autismo, come se la zona di Treviso ne fosse esente! Da allora si sono fatti molti passi avanti, grazie anche alla forte spinta dell’associazionismo. È nato nel 2008 il Centro Samarotto, una struttura della neuropsichiatria trevigiana dedicata ai trattamenti dei disturbi dello spettro autistico. L’ULSS 9 ha dunque fatto una scelta per cui potrebbe collocarsi all’avanguardia in Italia. Molto rimane tuttavia da fare, soprattutto per quanto riguarda il piano dell’informazione e la trasparenza. Sarebbe importante, ad esempio, in quest’epoca di Internet, che il Samarotto avesse una pagina web, nella quale fossero accessibili alle famiglie le informazioni fondamentali: carta dei servizi, prestazioni erogate, personale impegnato, numero dei casi seguiti, metodologie dei trattamenti, strumentazione, ecc. Siamo molto lontani da questo, tanto che se un genitore cerca informazioni sul web circa il Samarotto non trova quasi nulla, nemmeno nel sito ufficiale dell’ULSS 9. Il fatto che si tratti di un centro di secondo livello rende ancora più necessaria la circolazione di un’informazione adeguata. Noi riteniamo che per una vera sinergia tra tutti coloro che operano nel campo dell’autismo (e la nostra Associazione su questo ha sempre dato completa disponibilità) i primi tre punti siano: informazione, informazione, informazione.


Scout

14/03/2012

L’Orto di San Francesco è aperto al territorio e alla partecipazione di volontari, che vi si possono impegnare in alcune mansioni, come quella della preparazione dei pasti. Naturalmente, le attività educative in senso stretto richiedono delle serie competenze in materia di autismo, per cui è necessaria la presenza di professionalità formate. Queste operano all’OSF in un rapporto complessivo di 1 a 1 rispetto ai giovani ospiti. Anche coloro che vengono ad aiutarci per un tempo e per compiti limitati, tuttavia, debbono possedere alcune nozioni basilari sull’autismo. Qui vediamo il dott. Stefano Castiglione, psicologo consulente dell’Orto di San Francesco, mentre fornisce quelle nozioni ad un gruppo di scout desiderosi di dare un contributo alle nostre attività.


Porte Aperte

10/03/2012

Porte Aperte all’Orto di San Francesco

07/03/2012


Ragazzo in blu

01/03/2012

Nella falegnameria dell’Orto di San Francesco tutto è studiato perché le attività che vi si svolgono abbiano un valore di socializzazione, sviluppo di abilità e contemporaneamente siano il più possibile piacevoli per i giovani ospiti. Guido ama in particolare lavorare con la colla a caldo, e con tutto ciò che è liquido, colori compresi. Questa foto però non è stata fatta all’Orto, ma a scuola, dall’insegnante di sostegno di Guido in seconda media (adesso è in terza). L’integrazione scolastica richiede molta flessibilità da parte di insegnanti e strutture. Guido è stato fortunato, finora.


Palle di neve

25/02/2012

Lo abbiamo già scritto, ma quando si parla di autismo è bene ripetere le cose molte volte: a causa della modalità di funzionamento del cervello autistico, tutte le situazioni sociali non vengono colte spontaneamente nella loro unitarietà e coerenza, e nel loro significato complessivo, ma come una somma di elementi particolari, di dettagli. Per questo, le persone con autismo hanno bisogno di tempi lunghi per decifrarle. Per questo stesso motivo, noi vediamo spesso queste persone reagire con lentezza agli stimoli e alle richieste, e vediamo che le loro reazioni sono come dilazionate. Ai loro occhi il nostro mondo si muove troppo in fretta, e quasi sempre noi non concediamo loro abbastanza tempo per decifrarlo, per capire cosa ci si aspetti da loro nelle varie situazioni della vita quotidiana. Questa caratteristica fondamentale della mente autistica deve essere sempre tenuta presente.

La neve è un evento eccezionale all’Orto di San Francesco. Non rientra nella routine, e la sua presenza potrebbe dar luogo a qualche problema per i giovani ospiti, quindi la circostanza particolare, come ogni evento fuori dall’ordinario, deve essere gestita sapientemente dagli educatori. Tuttavia, anche dai ragazzi autistici una novità non sempre e necessariamente viene percepita come disturbo. Qui vediamo Ettore che partecipa ad un’ attività sociale, come quella di fare a palle di neve, che può tradursi in stimolo alla relazione.


In cucina

20/02/2012

Secondo la filosofia dell’Orto di San Francesco le abilità acquisite dai nostri ragazzi con autismo debbono essere spendibili in un contesto quotidiano e pratico. L’azione di riempire d’acqua una pentola e di collocarla sul fornello nel modo corretto e nel tempo opportuno può non essere così semplice per una persona con autismo. Ma può essere insegnata, e diventare motivo di soddisfazione e di crescita dell’autostima (nella foto è eseguita da Ettore). Anche per questo motivo le attività che si svolgono nella cucina dell’OSF hanno una grande importanza, e per noi sono irrinunciabili. Per questo, uno dei primi pensieri durante l’allestimento dell’OSF nel 2009 è stato quello di predisporre la cucina perché fosse funzionale e sicura.

 

 


Foglie

16/02/2012

Guido è un ragazzino autistico di 13 anni a basso funzionamento, non verbale. Ha un fisico eccellente, ed un gran bisogno di muoversi. Per persone con autismo come lui è fondamentale che vi sia l’offerta di un impiego del tempo adeguato ai bisogni. Non cesseremo mai di ripetere che l’azione è essenziale per ogni essere umano. L’azione, di qualsiasi tipo essa sia (fisica o intellettuale), è il senso stesso della vita degli umani. Negare ad un essere umano la possibilità di agire, condannarlo all’inazione, costringerlo in una condizione di inerzia, significa nella sostanza ucciderlo. Storicamente, nei manicomi e negli istituti di vario tipo e denominazione, è avvenuta una uccisione di massa di innumerevoli vite umane indifese.

Qui vediamo Guido che partecipa alla raccolta delle foglie per la stalla delle capre dell’Orto di San Francesco. Con molto piacere, evidentemente.


Valentino con patate

07/02/2012

Non lo ripeteremo mai abbastanza: bisogna offrire alle persone con autismo un tempo ricco di possibilità di impegno in attività sensate, che si inquadrino nella vita di tutti i giorni e sviluppino competenze e autonomie. Naturalmente sempre nei limiti delle capacità di ognuno e senza chiedere l’impossibile. Qui vediamo Valentino (non verbale e con seri problemi comportamentali) che prepara le patate per la cottura nella cucina dell’Orto di San Francesco.


Intervista sull’autismo

03/02/2012

Pere

02/02/2012

Nell’Orto di San Francesco si cerca di coniugare per quanto è possibile il processo educativo-abilitativo (che non deve subire mai interruzioni complete) con lo svago e l’impiego funzionale del tempo in ambiente ecologico. Un’attività sistematica all’aria aperta, come quella che consiste nel raccogliere frutta o foglie e metterle in un contenitore, può essere molto gratificante  anche per persone con autismo a basso funzionamento. Qui vediamo Giacomo che raccoglie le pere cadute a terra, durante il Centro Estivo 2011.