Parole e voce

03/02/2011

in falegnameria

Le persone con autismo hanno sempre un rapporto difficile con il linguaggio, sia che parlino sia che siano del tutto averbali. Si tratta di difficoltà diverse, ma sempre legate agli ostacoli che gli autistici trovano nella comprensione delle situazioni sociali e del significato e del senso di parole e gesti. Infatti il senso di una parola può variare molto, in ragione di vari fattori. Anche il tono della voce di chi la pronuncia può mutarne il senso, e lo possono mutare le altre parole che stanno insieme nella stessa frase. Ma che una parola possa avere vari significati e che il suo significato possa variare a seconda del contesto in cui è inserita, per gli autistici è incomprensibile. Interessante il fatto che il tono della voce che gli autistici verbali utilizzano quando parlano sia di solito alquanto piatto, a dimostrazione dei problemi che il loro cervello incontra nella gestione delle sfumature di significato legate ai toni di voce, al volume, alla velocità di emissione, ecc. ecc.

(Nella foto: Valentino nella falegnameria dell’Orto di San Francesco)

 

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Merenda

20/01/2011

Non cesseremo mai di ripetere che l’Orto di San Francesco vuol essere un ambiente ecologico, cioè un ambiente che riproduce le condizioni della vita reale e in cui i nostri figli possano conquistare, anche con l’ausilio di tecniche cognitivo-comportamentali, delle abilità semplici e necessarie per la vita quotidiana. Preparare la tavola, ad esempio, è un compito che può essere svolto anche da persone con forme di autismo e ritardo mentale gravi. Preparare un toast è un po’ più complesso, ma passo dopo passo ci si può arrivare. Qui vediamo (da sinistra) Davide, Ettore e Tobia che mangiano un toast nella cucina dell’OSF. Tobia ha preparato i tre toast, i due più piccoli hanno preparato la tavola. E ora mangiano con soddisfazione. L’obiettivo da conseguire era chiaro e gratificante. Tre ragazzini autistici a tavola. Da notare che non possono far conversazione tra loro (Tobia parla, ma in modo spesso inappropriato e poco funzionale; Davide parla molto poco; Ettore quasi per nulla). L’autonomia è una conquista lenta, difficile, parziale, ma con un lavoro continuo si ottengono risultati evidenti.

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In palestra

18/01/2011

Ogni persona con autismo è diversa dall’altra. Le caratteristiche e i problemi fisici e mentali differiscono in modi anche molto pronunciati. Infatti l’autismo non è una malattia, ma una sindrome. Si pensi ad un autistico senza ritardo mentale e ad uno con ritardo mentale gravissimo: chiaramente le problematiche da affrontare saranno di ordine ben differente. Per questo, anche in una comunità molto piccola come è quella formata dai 9 dell’Orto di San Francesco le differenze soggettive sono tantissime. L’educazione, la gestione complessiva e la preparazione delle attività ne debbono tenere conto sempre. Per ognuno, all’OSF si debbono preparare attività ed offrire giochi adatti, sempre puntando a degli obiettivi da raggiungere.

Qui vediamo Davide nella piccola palestra dell’OSF. Si vede che si sta divertendo, ma il suo divertimento ha un risvolto educativo (che riguarda i colori).

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Maschi e femmine

13/01/2011

Su 4 bambini colpiti da autismo, solo 1 è una femmina. Questo significa che tre quarti delle persone con autismo sono maschi. Si è rilevato che il cervello autistico è un cervello iper-maschile, ovvero un cervello in cui sono abnormemente sviluppate le caratteristiche proprie della mascolinità (essenzialmente la tendenza alla sistematizzazione e meccanizzazione) rispetto a quelle della femminilità (essenzialmente l’empatia). Gli autistici sono attratti da quel che è ripetitivo, prevedibile e meccanico, dall’ordine e dal sistema, e sono poco capaci di empatia, di sentire ciò che provano gli altri. Questo fenomeno si manifesta nella mente e nel suo funzionamento, non certo nell’aspetto, che nella nostra Jessica è chiaramente molto femminile. La prevalenza assoluta dei maschi dovrebbe far capire a tutti quelli che accusano i vaccini come causa dell’autismo che stanno seguendo una strada sbagliata. 


Usare le mani

12/01/2011

Come spesso si vede nei soggetti autistici, Guido trova difficili molte operazioni che implicano la motricità fine. All’Orto di San Francesco si cerca di impegnare i ragazzi anche in attività che stimolino l’uso delle dita con materiali differenti per diversi obiettivi, promuovendo anche attenzione e concentrazione.


Buon 2011!

31/12/2010

terzetto

L’unico ad avere la capacità dire “Buon Anno” in questo terzetto di ragazzi dell’Orto di San Francesco è Ludovico, quello al centro col colletto rosso. Valentino, il più grande, e Guido, il più irrequieto, sono del tutto averbali. Tutti e tre hanno contribuito a preparare il presepe, assieme agli altri ospiti dell’Orto. Qui sono con l’operatrice Rossella, che ha usato la bacchetta magica per far stare Guido in posa..

Un grande augurio di Buon 2011 a tutti i nostri amici!


Attività

29/12/2010

 

 

Per noi, la parola chiave è attività. Riteniamo fondamentale che le persone con autismo abbiano compiti da svolgere, in cui trovare un senso e una soddisfazione. Gli autistici, come tutti i disabili, non debbono mai essere lasciati all’inerzia e al vuoto. Le attività proposte debbono essere però ben pensate e organizzate. Perciò all’OSF si lavora anche quando non ci sono i ragazzi. Vediamo ad esempio le nostre preziose collaboratrici Elena e Barbara al tavolo da lavoro.


Tempaccio

27/12/2010

L’autunno e la prima parte dell’inverno sono stati piovosi, e le attività all’aperto ne hanno risentito anche all’Orto di San Francesco. Tanto più importante è risultata una buona organizzazione della vita all’interno. Ecco a sinistra Giacomo, felice di lavorare con la guida dell’educatrice Monica.

 

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Buon Natale

24/12/2010

Per Natale i bambini dell’Orto di San Francesco, guidati dagli educatori, hanno realizzato un presepe, nel quale ci sono elementi creati da tutti. Anche soggetti a funzionamento molto basso hanno potuto contribuire secondo le loro possibilità, ad esempio incollando la lana delle pecore. Noi cerchiamo di stimolare nei nostri figli le abilità manuali, e insieme la gratificazione, l’autostima, la percezione di un senso.

Buon Natale


Imitazione

20/12/2010

Nella persona con autismo la capacità di imitazione solitamente è compromessa. La misura della compromissione però è variabile, e si può passare da un’abilità quasi nulla (come in mio figlio Guido), ad una molto spiccata ma sregolata (come in Tobia), ad una discreta, come in Valentino – nella foto – che però deve essere assistita e guidata. Qui vediamo Valentino all’opera nella falegnameria dell’Orto di San Francesco, con l’assistenza di Andrea, padre di Tobia e ottimo falegname (e non solo).


Passeggiata con le capre

17/12/2010

passeggiata con le capre

All’Orto di San Francesco cerchiamo di far vivere i nostri ragazzi autistici in un contesto ecologico, che riproduca la vita ordinaria, e soprattutto di farli stare il più possibile all’aria aperta. Quindi si approfitta delle belle giornate anche in inverno. Anche i ragazzi autistici hanno bisogno di camminare, e camminare tra i campi fa benissimo. Le docili caprette dell’OSF si prestano bene a questa attività, perché amano uscire in passeggiata, come cagnolini. Qui vediamo Ludovico (13 anni) e Valentino (14), i più anziani tra gli ospiti dell’OSF, con le caprette al guinzaglio.

 

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Capre e pannocchie

28/10/2010

La psicologa dell’Orto di San Francesco, Federica Lise, mostra a Davide e Jessica come dare le pannocchie alle caprette, che mangiano di tutto.


Impegnarli

21/10/2010

(Nella foto: Valentino, 14 anni, al lavoro)

La giornata delle pannocchie ha confermato una nostra vecchia convinzione: le persone con autismo debbono essere impegnate in attività gratificanti. Attività semplici, comprensibili, adatte al loro livello mentale e alle loro capacità fisico-motorie. Se questo avviene, la gestione delle persone con autismo diventa molto più semplice, i comportamenti problematici diminuiscono, la qualità della vita migliora. Non è, in fondo, un concetto difficile. Dovrebbe essere la scelta anche delle istituzioni. Infine, tutto questo potrebbe tradursi in un risparmio per il sistema del welfare, oggi così stressato. Ma occorre una rivoluzione culturale.


Dove?

15/10/2010

In quale secchio mettere le pannocchie? Guido è un ragazzino non verbale, ma come tutti gli autistici gravi si affida prevalentemente alla vista. Può quindi comprendere indicazioni gestuali e utilizzare immagini e pittogrammi per la comunicazione.


Collaborazione

12/10/2010

Collaborazione. Una cosa difficile da realizzare con i soggetti autistici. Non perché siano asociali strutturalmente, ma perché la loro mente fatica a trovare il senso nelle attività che implicano scambi interpersonali complessi. Ma una educazione attenta e mirata ai loro bisogni può farli sviluppare positivamente anche nelle attività sociali. Qui vediamo Tobia e Davide al lavoro insieme ad una delle educatrici dell’OSF.