Sconfiggere l’autismo: una dannosa illusione (1)

01/12/2011

Defeating Autism: A Damaging Delusion

Defeating autism: a damaging delusion (Routledge 2009) è un libro che presenta una visione critica e razionale della questione generale dell’autismo e dei trattamenti che per esso vengono offerti. Michael Fitzpatrick, medico inglese e padre di una persona con autismo, analizza in particolare i nessi e le azioni e reazioni che  si sono sviluppati in questi anni tra associazioni di genitori e professionisti di varia provenienza e onestà intellettuale, originando il movimento biomedico, che promuove appunto la dannosa illusione di una sconfitta dell’autismo. L’analisi di Fitzpatrick è penetrante e ben argomentata, e molto interessante anche per i risvolti psicologici che pone in luce. Dal canto nostro, abbiamo sempre rilevato la presenza nel movimento biomedico del meccanismo del capro espiatorio,  ovvero della necessità di individuare uno o più responsabili umani del male che si patisce (in questo caso l’autismo del figlio), unito alla teoria della congiura, per cui chiunque rifiuti la tesi (che nessuna ricerca scientifica seria ha potuto supportare) di un legame tra vaccini e autismo è sottoposto a linciaggio, ritenuto servo di Big Pharma, ecc. Gli elementi ideologici alla base di DAN! & C., e la lontananza dalle procedure della scienza autentica (sempre fortemente autocritica e aperta al dibattito, mai divisa tra amici e nemici) sono esposti con chiarezza in questo libro, di cui sarebbe altamente auspicabile una traduzione italiana.

«Poiché le nuove campagne “per la sconfitta dell’autismo” sono ostili alle organizzazioni storiche dei genitori, che vengono considerate troppo strettamente legate alla visione scientifica ufficiale, le loro attività causano divisione. In aggiunta, il loro successo nel causare ansietà nella popolazione per ipotetici legami tra vaccinazioni e autismo ha abbassato la fiducia pubblica nei vaccini, portando ad una diminuzione del loro utilizzo e ad un aumentato rischio di ritorno di gravi malattie infettive. Ha portato anche ad una distrazione di importanti risorse pubbliche verso la ricerca di questi improbabili legami, mentre continuano ad essere trascurati i temi pressanti dell’educazione e e del sostegno sociale, dell’impiego e della casa. Per molti genitori che non condividono la fede biomedica – e per gli scienziati e i professionisti che ricercano fondi per linee di ricerca più promettenti – le campagne “per la sconfitta dell’autismo” sono responsabili di una distrazione di energie e risorse.» ( prefazione, xv-xvi)


Filosofia della paura

16/09/2011

Filosofia della Paura

Tra i molti esempi di paure irrazionali che i media diffondono, nel suo libro Filosofia della paura (Castelvecchi 2010) il filosofo norvegese Lars Svendsen inserisce quella dei vaccini, citando il caso di Andrew Wakefield, il cui “studio”, rivelatosi un’impostura, ha determinato un’ondata di paranoia che è giunta anche in Italia, e ancora non si è esaurita.

Un esempio degno di nota è l’isteria che si scatenò intorno ai vaccini per neonati. Nel 1998 il dott.  Andrew Wakefield pubblicò uno studio nel rinomato mensile di medicina «The Lancet», e in esso affermava, tra le altre cose, che c’era un possibile collegamento tra i vaccini per neonati e l’autismo. Lo studio ottenne enorme risonanza presso la stampa, soprattutto in Gran Bretagna e Stati Uniti. Man mano si dimostrò che lo studio di Wakefield non era fondato. «The Lancet» disse che non si sarebbe dovuto pubblicare, e insieme al giornale presero le distanze anche dieci dei dodici coautori. Nonostante gli studi di Wakefield fossero del tutto screditati, l’informazione mediatica continuò a dire che questo vaccino era pericoloso, con la conseguenza che molti genitori non lo lasciarono somministrare ai propri figli, che in gran parte si ammalarono. Ora il numero di vaccinazioni ha ricominciato fortunatamente a crescere. (p. 71)


Paul Offit contro il movimento antivaccinista

13/08/2011

Per chi sa l’inglese, un interessante intervento di Paul Offit sui vaccini. Che, come tutti dovrebbero sapere, NON CAUSANO L’AUTISMO.


Delfini e lemuri? No, grazie!

26/06/2011

Il dott. Giovanni Valeri, neuropsichiatra dell’età evolutiva al Bambino Gesù di Roma, dice con chiarezza che la terapia con i delfini e i lemuri proposta da Moscato è un’assurdità, e che l’approccio Dan! non ha fondamento scientifico, mentre sottoporre alla chelazione i propri figli è una follia. Ci congratuliamo col dott. Valeri, per il suo parlar chiaro, non frequente tra i neuropsichiatri italiani.

 


Che cos’è la scienza-bidone

27/05/2011

Per junk science (scienza-bidone o scienza-ciarpame o scienza-spazzatura, ecc.) si intende l’uso di dati scientifici e analisi scientifiche fallaci per promuovere interessi particolari o per secondi fini.

Esempi di interessi particolari sono i seguenti:

  • I media possono usare la scienza-bidone per produrre titoli e programmi sensazionali, l’obiettivo dei quali è di far aumentare il numero dei lettori e dei telespettatori. Più lettori e spettatori significano più ricavi dalla pubblicità. I media possono usare la scienza spazzatura per fini personali o per quelli di organizzazioni sociali o politiche.
  • Gli avvocati che si occupano di danni personali possono usare la scienza-bidone per estorcere degli accordi a imprese ricche o per disorientare le giurie fino a far loro emettere dei verdetti di risarcimento molto pesante.
  • Attivisti politici e sociali possono usare la scienza-bidone a fini di cambiamento politico-sociale.
  • I Governi possono usare la scienza-bidone per espandere la loro autorità di controllo, per incrementare i loro bilanci o per i fini politici dei parlamentari eletti.
  • Le imprese possono usare la scienza-bidone per squalificare i prodotti dei concorrenti, esaltare i propri, o per promuovere cambiamenti politico-sociali corrispondenti ai propri interessi commerciali.
  • I politici possono usare la scienza-bidone per favorire gruppi e interessi particolari, per essere politicamente corretti o per promuovere le loro credenze e convinzioni personali.
  • Singoli scienziati possono usare la scienza-bidone per conseguire fama e fortuna.
  • Persone ammalate (realmente o nella loro immaginazione)  possono usare la scienza-bidone per accusare altri di aver causato la loro malattia. Anche persone qualsiasi possono usare la scienza-bidone per  per conseguire fama e fortuna.

Attenzione: commettere errori non è la stessa cosa che essere essere colpevoli di scienza-bidone.

Il metodo scientifico procede per tentativi ed errori finché la verità non viene determinata. Questo significa spesso molti tentativi e molti errori. Gli scienziati imparano dai loro errori. Così la scienza erronea è parte del metodo scientifico.

La scienza erronea diventa scienza-bidone soltanto quando le sue pecche lampanti o facilmente individuabili vengono ignorate, ed essa viene utilizzata per promuovere qualche interesse particolare. Nel mondo dell’autismo e dei suoi falsi profeti ne abbiamo esempi a bizzeffe.


La frode di Wakefield

06/01/2011

Che il dott. Wakefield sia un falsario, e che la relazione tra autismo e vaccini sia una convinzione erronea e gravida di conseguenze negative, è chiaro a tutte le menti non ottenebrate. Oggi sul N.J. Times è richiamato un editoriale su BMJ, scritto da Fiona Godlee, che chiama l’operazione di Wakefield col termine che si merita: frode. Godlee si riferisce ad una brillante serie di articoli di Brian Deer, che chiude la questione Wakefield con una completa dimostrazione della sua disonestà intellettuale. Quelli che in Italia si propongono come Wakefield in sedicesimo sono qui mostrati per quello che sono. Chi non sa l’inglese può vedere qualcosa qui.


Animali autistici?

20/12/2010

Autism Politico è un blog statunitense che conduce una battaglia contro pseudoscienza e ciarlataneria nel campo dell’autismo.

Autism Politico osserva che raramente capita di udire degli antivaccinisti lamentarsi delle vaccinazioni imposte ai loro animali da compagnia. Questo accade forse per il fatto che gli antivaccinisti non possiedono animali da compagnia, o perché non si preoccupano di qual genere di ingredienti supposti dannosi vengano iniettati nei loro animali?
Ma gli animali da compagnia vivono così a lungo. Questi antivaccinisti non si accorgono che i cani e i gatti cui si pratica la vaccinazione antirabbica NON evidenziano alcuna tendenza autistica nel corso del tempo? Si dovrebbe pensare che il fenomeno si verifichi istantaneamente come si suppone che avvenga negli umani o negli scimpanzé.
Perché questa gente non sottopone i propri animaletti alla terapia chelante, o ad una dieta senza glutine, o ad una terapia con la camera iperbarica? Forse amano troppo i loro amici a quattro zampe per trattarli con tanta crudeltà. O forse se ne fregano degli “stupidi animali”. [trad. mia]