La cosiddetta comunicazione facilitata è stata da tempo accantonata dalla scienza come metodologia del tutto priva di basi sperimentali. Nondimeno, in Italia continua ad essere utilizzata in molti luoghi, equivocando sull’utilizzazione di strumenti informatici per l’autismo, che spesso possono essere assai utili. Per questa ragione, se ne è parlato anche nel congresso di Catania.
Associazioni e scienza contro le “cure alternative” per l’autismo (1)
09/11/2010Una tavola rotonda e una discussione sulle illusioni delle “cure alternative” al congresso di Autism Europe Un futuro per l’autismo (Catania 2010).
Identificare il rischio di autismo nel primo anno di vita (3)
08/11/2010La determinazione del rischio di autismo per i bambini in età molto precoce può consentire di mettere in atto programmi cognitivo – comportamentali che infine comportano una riduzione dei costi sociali ed economici dell’autismo. Investire oggi significa risparmiare molto domani. Ma è una logica che non è facile far passare.
Epidemiologia
04/11/2010
Parlando al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Eric Fombonne ha definito sconcertanti i risultati degli studi genetici sull’autismo degli ultimi anni. In totale, soltanto una percentuale che si colloca tra l’8% e il 15% dei casi di autismo può essere fondatamente ascritta a fattori genetici.
Fombonne ha affermato poi che per quanto riguarda le tendenze epidemiologiche l’evidenza rimane ambigua. [E questo mi sembra essere uno degli elementi più chiaramente emergenti dal congresso, ovvero il fatto che non vi è una sicura evidenza scientifica di un aumento oggettivo dei casi di autismo nel mondo – il che non significa che non si possa pensare che l’aumento ci sia stato, ma che il dato non è scientificamente evidente, anche se molti scienziati propendono per una ipotesi di aumento].
Fombonne scarta decisamente l’ipotesi di una derivazione dell’autismo da una intossicazione da metalli pesanti, e da mercurio in particolare. Lo studio CHARGE del MIND Institute fa rilevare esattamente lo stesso livello di mercurio nel sangue di bambini con o senza sindrome autistica. Di contro, ha affermato Fombonne, una quantità di studi connette il rischio di autismo con l’età del padre e della madre. Si tratta sempre di singoli fattori tra molti.
fMRI ed Eye Tracking
03/11/2010
In uno dei suoi interventi al congresso internazionale di Catania, Fred Volkmar ha rilevato come le difficoltà che i soggetti autistici incontrano con i volti umani (riconoscimento delle espressioni, ecc.) siano legate a problematiche cerebrali: Volkmar in particolare ha sottolineato come la difficoltà del cervello autistico nel processare le facce sia legato a significative differenze tra autistici e non autistici, rilevabili mediante la tecnologia della risonanza magnetica funzionale ( fMRI) in quella parte del cervello che si chiama giro fusiforme.
Oltre a ciò, Volkmar ha anche enfatizzato l’importanza della tecnologia dell’ eye tracking, che consente di seguire e rilevare il tracciato dello sguardo, consentendo in questo modo di stabilire dove e cosa un soggetto guarda. Si è visto, ad esempio, che i soggetti con autismo tendono a guardare la bocca piuttosto che gli occhi delle persone, in questo modo perdendo informazione sociale, che viene veicolata in misura importante dagli sguardi. Volkmar ha espresso l’auspicio che il tracciamento della vista possa essere utilizzato coi bambini piccoli come tecnica che potrebbe consentire di individuare precocemente un autismo in divenire.
Una visione in fieri
02/11/2010La natura dell’autismo come costellazione di segni e sintomi da un lato, e come genesi complessa e multifattoriale dall’altro sta emergendo con sempre maggior chiarezza. Interessante la nota del relatore sulla propria formazione psicoanalitica: significa che ad un certo punto è necessaria una (almeno parziale) de-formazione.
La scienza smentisce i Martin Egge
02/11/2010Continuare a rifiutare l’idea che l’autismo sia una disabilità, e ostinarsi a pensarlo come una psicosi, come fanno i lacaniani comunque camuffati, a questo punto non è più solo un errore, ma una vera forma di follia. Con sempre maggior forza, di contro, le analisi delle ricerche scientifiche in corso evidenziano come sia necessario un intervento precoce e massiccio di natura cognitivo-comportamentale. ABA e affini, come noi chiediamo da 10 anni.
Neuroimmagine e autismo
01/11/2010Al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Giancarlo Costanza e Sebastiano Russo hanno presentato una relazione intitolata “Studi di neuroimmagine e considerazioni di sviluppo”.
Cause?
31/10/2010
Nel suo intervento al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Nancy Minshew ha discusso l’impostazione della ricerca sull’autismo. Dal momento che si parla sempre di cause dell’autismo, ha affermato, è necessario interrogarsi su che cosa intendiamo per causa. Sicuramente è emerso dai recenti studi che nell’autismo esiste un ampio fenomeno di connettività corticale difettosa. Tuttavia, chiunque parli di cause è obbligato a mettere iniseme tutti i pezzi del puzzle. La Minshew ha richiamato la necessità di fare affidamento sulla scienza, che però non è una realtà statica, ma un processo senza fine. E questo tanto più deve essere tenuto presente in un campo come quello dell’autismo, una sindrome che colpisce molti ambiti, non uno solo (ad esempio quello sociale-comunicativo). L’autismo deve essere inteso come una costellazione di sintomi e segni.
Problemi della ricerca
30/10/2010
In uno dei suoi interventi al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Fred Volkmar ha richiamato l’attenzione sul fatto che il focus della ricerca scientifica sull’autismo (che pur riceve in America molti fondi) è molto variabile, e ora si punta su quest’aspetto, ora su quell’altro. Nel contempo la ricerca sui trattamenti è invece più limitata. In tutto questo si verificano delle implicazioni sia economiche sia etico-politiche. In questo senso, importantissimi sono i problemi metodologici, perché in un campo così frastagliato e plurale come quello dell’autismo, infatti, è problematica anzitutto la quantificazione dei risultati. Inoltre, nell’ambito dell’autismo si incontrano molte difficoltà nell’assegnazione del trattamento adatto a ciascun diverso individuo. Volkmar ha richiamato l’attenzione su un aspetto drammatico, che dovrebbe stimolare ulteriori riflessioni: la causa più frequente di morte prematura nelle persone con autismo sono gli incidenti.
Pubblicato da Fabio Brotto 