Una visione in fieri

02/11/2010

La natura dell’autismo come costellazione di segni e sintomi da un lato, e come genesi complessa e multifattoriale dall’altro sta emergendo con sempre maggior chiarezza. Interessante la nota del relatore sulla propria formazione psicoanalitica: significa che ad un certo punto è necessaria una (almeno parziale) de-formazione.

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Neuroimmagine e autismo

01/11/2010

Al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Giancarlo Costanza e Sebastiano Russo hanno presentato una relazione intitolata “Studi di neuroimmagine e considerazioni di sviluppo”.


Cause?

31/10/2010

Nel suo intervento al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Nancy Minshew ha discusso l’impostazione della ricerca sull’autismo. Dal momento che si parla sempre di cause dell’autismo, ha affermato, è necessario interrogarsi su che cosa intendiamo per causa. Sicuramente è emerso dai recenti studi che nell’autismo esiste un ampio fenomeno di connettività corticale difettosa. Tuttavia, chiunque parli di cause è obbligato a mettere iniseme tutti i pezzi del puzzle. La Minshew ha richiamato la necessità di fare affidamento sulla scienza, che però non è una realtà statica, ma un processo senza fine. E questo tanto più deve essere tenuto presente in un campo come quello dell’autismo, una sindrome che colpisce molti ambiti, non uno solo (ad esempio quello sociale-comunicativo). L’autismo deve essere inteso come una costellazione di sintomi e segni.


Problemi della ricerca

30/10/2010

In uno dei suoi interventi al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Fred Volkmar ha richiamato l’attenzione sul fatto che il focus della ricerca scientifica sull’autismo (che pur riceve in America molti fondi) è molto variabile, e ora si punta su quest’aspetto, ora su quell’altro. Nel contempo la ricerca sui trattamenti è invece più limitata. In tutto questo si verificano delle implicazioni sia economiche sia etico-politiche. In questo senso, importantissimi sono i problemi metodologici, perché in un campo così frastagliato e plurale come quello dell’autismo, infatti, è problematica anzitutto la quantificazione dei risultati. Inoltre, nell’ambito dell’autismo si incontrano molte difficoltà nell’assegnazione del trattamento adatto a ciascun diverso individuo. Volkmar ha richiamato l’attenzione su un aspetto drammatico, che dovrebbe stimolare ulteriori riflessioni: la causa più frequente di morte prematura nelle persone con autismo sono gli incidenti.


Cibo e acqua

27/10/2010

Nei loro interventi al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Mark Palmieri e Richard Mills hanno richiamato l’attenzione sui disordini alimentari che spesso affliggono le persone con autismo, e riguardano sia il cibo che l’ingestione di liquidi.

Palmieri ha richiamato la necessità di interventi transdisciplinari per affrontare una questione di cui quasi tutti i genitori hanno esperienza (sovente i bambini autistici fin da piccoli pongono seri problemi di alimentazione, accettando solo cibi particolari, e in genere non assumendone con la varietà necessaria per una buona salute, o in quantità eccessiva rispetto al dispendio calorico). L’obiettivo da tener presente, secondo Palmieri, è anzitutto questo: non dover più avere delle preoccupazioni circa la nutrizione delle persone autistiche a causa di limitazioni nella alimentazione.

Mills ha evidenziato come da ricerche effettuate emerga un dato preoccupante circa un’ assunzione eccessiva di acqua e altri liquidi da parte dei soggetti autistici. Purtroppo qui la difficoltà è aumentata dal fatto che in genere si tende a vedere una forte ingestione di acqua come non problematica o addirittura salutare, ragione per la quale i genitori non si preoccupano molto, e tendono a sottovalutare la cosa. Mills ha mostrato come anche un eccesso di acqua possa determinare una intossicazione dell’organismo, con gravi conseguenze. La cosiddetta polidipsia è un fenomeno ampiamente conosciuto all’interno dei disturbi psichiatrici, e tra gli autistici è presente in una minoranza significativa.


DAN! merchandising

26/10/2010

Mi scuso coi pochi lettori di questo blog per il mio insistere sull’aspetto commerciale del DAN!.  Mi limito ad invitare chi fosse interessato all’argomento a visionare la pagina di AUTISM DAN! EUROPE. La natura dell’impresa è autoevidente. C’è pure, ben in risalto, l’icona del carrello della spesa.


Surveillance Model

18/10/2010

Nel suo intervento al congresso internazionale di Autism Europe a Catania, Josephine Barbaro ha trattato il tema dello screening, che negli anni passati è sembrato uno strumento consigliabile per individuare in età precoce i bambini portatori di sindrome autistica. Negli ultimi anni, ha sostenuto, si è visto come nessuno degli strumenti di rilevazione proposti (CHAT ecc.) si sia dimostrato sufficientemente robusto per poter essere adottato in forma generalizzata. Secondo la Barbaro, occorrerebbe passare da un modello screening ad un surveillance model, un modello sorveglianza, ovvero una modalità di tenuta sotto osservazione personalizzata per ciascun bambino. E questo perché i segni precoci di autismo differiscono ad ognuno dei passaggi della crescita tra i 6 mesi e i 36, ovvero all’interno della fase d’età entro la quale l’autismo si manifesta.


Trattamenti biologici

14/10/2010

Al congresso di Autisme Europe Sally Rogers, insieme ad altri, ha messo in luce come fino all’età di 6 mesi i bambini presentino una sorprendente mancanza di differenze comportamentali. E’ proprio il graduale sviluppo della sindrome autistica quello che preclude una individuazione comportamentale precoce. Fino a 6 mesi di età, insomma, non è possibile stabilire mediante un’analisi del comportamento se il bambino è o sarà autistico.

La Rogers ha anche mostrato come vi siano le prove scientifiche del fatto che trattamenti comportamentali attuati precocemente causino dei cambiamenti nella struttura, funzionamento e organizzazione del cervello. Sia lo sviluppo denritico e delle sinapsi, sia lo sfoltimento di queste sono fortemente influenzate dall’uso e dal disuso. Questo significa che l’intevento comportamentale precoce nell’autismo ha un effetto biologico.


Dagli istituti alla comunità

13/10/2010

Nel suo intervento al congresso internazionale di Catania  Matthijs Muijen, consulente per la Salute Mentale presso l’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa, ha posto l’accento sul fatto che in tutti i Paesi avanzati si sta verificando un passaggio di competenze tra gli istituti, dove fino a pochi anni fa venivano reclusi i malati di mente (intesi in senso vasto – tra loro vi erano numerosi autistici) e la comunità. Sempre più le persone con malattie o disabilità mentali vengono aiutate a vivere secondo una idea di inclusione, naturalmente da attuarsi secondo le possibilità di ciascuno e con le metodologie adeguate.

 Muijen ha anche messo in luce come sia fondamentale la preoccupazione per la salute e il benessere di coloro che all’interno delle famiglie si prendono cura delle persone con problemi mentali. Da tempo vado dicendo in ogni occasione che l’autismo non colpisce una persona isolata ma la sua intera famiglia: questo è un punto che le istituzioni ad ogni livello dovrebbero tener ben presente.